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Conte snobba Renzi e vola in Libia dai pescatori liberati

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L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Pan per focaccia. Il primo faccia a faccia tra il premier, Giuseppe Conte, e Matteo Renzi era slittato per un impegno di Governo di Teresa Bellanova, ministra di Italia Viva, volata a Bruxelles per un vertice europeo. Oggi il premier, che doveva incontrare Renzi alle 9, è invece volato in Libia per la liberazione dei pescatori italiani sequestrati da ben 108 giorni. Si vedranno alle 18, se questa mossa non verrà letta come un nuovo affronto. Perché i rapporti con Italia Viva restano restano tesi, al limite della rottura. Oggi il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, in un’intervista ha detto che Conte ha abusato della fiducia “che tutti noi gli abbiamo dato”. Non solo, carica da novanta anche dalla ministra Bellanova: “Per le mie dimissioni non bisognera’ attendere tanto se non arriveranno le risposte sulle questioni che abbiamo posto. L’emergenza sanitaria non puo’ essere utilizzata per un Governo che non e’ in grado di decidere“, ha detto. Da parte sua Matteo Renzi aveva recapitato al premier una lunghissima lettera, poi resa pubblica, sottolineando un lungo elenco di cose sbagliate, secondo lui, fatte dal Governo: “Noi ti abbiamo detto in Parlamento- scrive Renzi ricorrendo al ‘tu’- che quando un Paese puo’ spendere 209 miliardi di euro non si organizzano task force cui dare poteri sostitutivi rispetto al Governo. Non si scambia una sessione del Parlamento con una diretta facebook. Non si chiede al Consiglio dei Ministri di approvare un documento condiviso all’ultimo momento. Perche’ questi duecento miliardi di euro sono l’ultima chance che abbiamo…”. Ma è tutta la lettera che suona come una sorta di ultimatum, un volersi comunque tenere le mani libere per il dopo. Che, stando alle voci che si rincorrono in Parlamento, arriverà dopo l’approvazione della legge di Bilancio, a gennaio. Li ci sarà un confronto a tutto tondo e toccherà al premier aggiornare e far passare il nuovo programma con, è molto probabile, un cambio di ministri, il rimpasto insomma.

Anche la missione decisa all’ultimo, di volare con il ministro degli Esteri in Libia, ha creato un mare di polemiche. A cominciare da Matteo Salvini, leader della Lega, ex ministro dell’Interno: “La mia seppure breve esperienza al governo mi insegna che queste operazioni si annunciano a pescatori rientrati in Italia” ha detto Salvini, perche’ “non vorrei e Dio non voglia”, che un annuncio anticipato possa mettere a rischio “l’operazione a cui lavoravano da settimane i nostri servizi di sicurezza. Viva i nostri pescatori e viva chi lavora in silenzio senza danneggiare gli sforzi altrui”. Anche Azione di Carlo Calenda sottolinea la “forte perplessita’ che desta l’improvvisa visita a Bengasi da parte del Presidente Conte e del Ministro degli Esteri Di Maio. Si tratta, infatti, o di una condizione imposta dal generale Haftar, tanto umiliante quanto irrituale, o di un’ennesima passerella mediatica di cui non si avvertiva certo l’esigenza. In entrambi i casi una scelta che, in situazioni come questa, non ha precedenti ne’ in Italia ne’ in Europa“.

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