La gender equality? “Fa crescere l’azienda”

Intervista a Chiara Bogo: una laurea in ingegneria meccanica, oggi direttrice marketing per l'area euromediterranea di Dassault Systèmes
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Quando mi sono iscritta a ingegneria immaginavo solo parzialmente il mio futuro: in realtà è stato molto meglio di come me lo aspettavo”. Chiara Bogo, una laurea in ingegneria meccanica conseguita al Politecnico di Torino e un master in Business Administration alla Bocconi, oggi è direttrice marketing per l’area euromediterranea di Dassault Systèmes, colosso del digitale da ventimila dipendenti di 140 Paesi diversi. “Quello che mi appassiona del mio lavoro è il fatto che le soluzioni software e le tecnologie innovative dell’azienda per cui lavoro vengano utilizzate per ideare, progettare e realizzare soluzioni per migliaia di realtà molto diverse tra loro, dalle multinazionali alle pmi fino alle start up. Io, ogni giorno, ho la possibilità di entrare in contatto con progetti molto affascinanti, che vanno dal velivolo elettrico ai veicoli modulari, dai droni ai robot collaborativi, e persino al gemello virtuale del corpo umano, tutto declinato nel segno dell’innovazione sostenibile”. Lo ha detto a colloquio con DireDonne per l’approfondimento ‘Donne e Scienza’.

LEGGI ANCHE: Donne e ricerca, gli effetti del lockdown: calano gli articoli scientifici a firma femminile

Una realtà “talmente stimolante e ricca da andare al di là delle mie aspettative” di studentessa, quando, frequentando alcuni corsi, Bogo si è ritrovata ad essere l’unica donna. Senza, tuttavia, scoraggiarsi. “Per me non è mai stato un problema. Questo è un concetto fondamentale: non deve essere un problema. Anche se appartenevo a una minoranza femminile, sentivo di far parte della maggioranza delle persone che condividevano la passione per l’ingegneria e così sono stata accolta e trattata”.

LA GENDER EQUALITY

Un’esperienza positiva confermata anche nel mondo del lavoro. Ma con una particolarità. “Io ho sempre lavorato in contesti internazionali. Le grandi aziende sono attente alla gender equality perché sanno che per essere competitivi sul mercato si ha bisogno di crescere, di lanciare idee e iniziative. Per fare questo c’è bisogno dei migliori talenti disponibili. Se si vuole innovare veramente bisogna saper guardare alle cose da angolazioni diverse e qui la gender diversity aiuta moltissimo, fa la differenza anche nel rapporto con i clienti. Penso sia importante per le giovani donne all’inizio del loro percorso di carriera scegliere aziende che abbiano iniziative concrete di gender equality”, sottolinea Bogo. Qualche esempio? “Noi, in Dassault Systèmes, abbiamo programmi sia per donne che sono già in azienda, con la nostra comunità interna lanciata nel 2012, e un network per incoraggiare, ispirare e supportare le donne nello sviluppare la propria carriera”. Non solo. L’idea è anche quella di stimolare i più giovani, sponsorizzando e organizzando alcune importanti competition in cui agli studenti viene chiesto di progettare robot umanoidi, sottomarini elettrici, auto da corsa alimentate con energia solare, droni di nuova generazione e persino navette spaziali. Un aspetto importante anche in Italia, Paese in cui la propensione allo studio delle Stem è bassa, specie tra le ragazze. Basti pensare che, stando ai dati rielaborati da diverse fonti- da AlmaLaurea a Eurostat a ‘The Lancet’- nel 2018 in Italia si sono laureate in discipline scientifiche, tecnologiche e matematiche 28.304 ragazze a fronte di 43.825 colleghi di sesso maschile.

LEGGI ANCHE: Una fisica a caccia di materia oscura: “Siate chi volete, sin da piccoli”

LA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO

Bogo ricopre un ruolo importante in una grande azienda ed è mamma di una figlia undicenne. Come è andata con la conciliazione famiglia-lavoro? “La routine familiare, quando si ha un lavoro di responsabilità, non è una cosa semplice- chiarisce- Penso sia possibile gestire al meglio lavoro e famiglia dividendo a metà. Io gestisco la mia routine familiare rispetto al lavoro esattamente come fa mio marito, e anche lui ha una professione impegnativa. In famiglia questo è fondamentale: condivisione delle responsabilità“.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»