Roma, soldatessa si spara nella stazione metro Flaminio

A compiere il gesto una ragazza di origine campana di trent'anni. SI è chiusa in bagno e ha usato la pistola di ordinanza: il perchè in una lunga lettera
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ROMA – Si è tolta la vita nel bagno della stazione della metro A Flaminio di Roma, la soldatessa 30enne che questa mattina, alle 8.45 circa, si è sparata con un’arma in dotazione. Ad accorgersi di quanto era appena accaduto, una collega militare che era di servizio con la vittima nell’ambito del pattugliamento delle stazioni per il dispositivo ‘Strade sicure‘. La collega si è accorta di quanto stava accadendo perché ha udito lo sparo provenire dai servizi della stazione e ha immediatamente dato l’allarme. Per soccorrere la ragazza sono dovuti intervenire i Vigili del fuoco che hanno aperto la porta dei bagni che la soldatessa aveva chiuso a chiave. La stazione della metro, rimasta chiusa per tutta mattina, è stata poi riaperta. Sono intervenuti Carabinieri, Polizia e gli uomini della Polizia locale del gruppo Parioli.

Da quanto apprende l’agenzia Dire, la ragazza era di origine campana trentenne e  in servizio nella Capitale già da qualche mese per ‘Strade Sicure’. Era nell’Esercito da cinque anni ed era arrivata a Roma da Piacenza dove prestava servizio nel II Reggimento Pontieri.

LA SPIEGAZIONE DEL SUICIDIO IN UNA LETTERA

Ci sarebbero motivazioni personali all’origine del suicidio di Caterina Glorioso, la militare 30enne che questa mattina si è tolta la vita: al vaglio degli investigatori c’è una lettera di quindici pagine nella quale la 30enne avrebbe spiegato i motivi del tragico gesto. La lettera è ora all’esame del procuratore aggiunto di Roma, Nunzia D’Elia, che ha aperto un fascicolo in cui, come avviene in questi casi, si ipotizza il reato di istigazione al suicidio. Sul posto sono intervenuti, oltre ai Carabinieri e al pm di turno, anche il pm di turno della procura Militare.

 

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17 Dicembre 2019
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