mercoledì 17 Giugno 2026

Caso Pierina, al processo parla Giuliano: “Loris? un poco di buono, ma non violento; Louis non mi piaceva”

Il figlio della vittima e marito di Manuela Bianchi oggi ascoltato come testimone nel processo contro Dassilva. Nel pomeriggio la testimonianza di Loris Bianchi

RIMINI – “Ho saputo della morte di mia madre da un messaggio nella chat di condominio. I condomini chiedevano perché ci fosse la polizia, Manuela, mia moglie, scrisse che era morta sua suocera”. Non solo, in quello stesso giorno Giuliano Saponi seppe anche chi era l’amante della sua compagna da oltre 30 anni: ricordi di quel maledetto 3 ottobre 2023. È il turno del figlio 56enne di Pierina Paganelli oggi al banco dei testimoni del processo per l’omicidio brutale della madre, in corso al tribunale di Rimini.
La donna fu uccisa con 28 coltellate, nella cittadina romagnola, nel garage del condominio in cui viveva. In altri appartamenti dello stesso edificio risiedeva la famiglia- ormai sfasciata- del figlio e anche quella di Louis Dassilva, unico indagato per l’omicidio, nonché amante di Manuela Bianchi, moglie di Giuliano.

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Prima, per oltre 4 ore, ha parlato Giuliano Saponi, poi nel pomeriggio segue Loris Bianchi, fratello di Manuela: sono lori i testimoni della quarta udienza in Corte d’Assise a Rimini del processo per l’omicidio di Pierina Paganelli. La scorsa settimana si sono ascoltati invece gli interventi degli altri figli della vittima, Giacomo e Chiara Saponi.

AL RISVEGLIO DEL COMA LA SCOPERTA DELLA RELAZIONE CLANDESTINA DELLA MOGLIE

Dalle prime parole di Giuliano emerge la prima spia di un rapporto anomalo con la moglie, Manuela. La donna si era preoccupata di avvisare i condomini della morte della suocera, non curandosi però che potesse leggere il messaggio il marito, ricoverato in quel periodo di una clinica a seguito delle gravi conseguenze di un investimento subito mesi prima mentre si recava al lavoro in bicicletta. L’identità dell’investitore resta tuttora un mistero. Tra le conseguenze subìte, anche vuoti pesanti di memoria, tanto che, spiega Giuliano nel corso della seduta, al suo risveglio non ricordava affatto che la moglie se ne era andata di casa.
“Durante la degenza però abbiamo parlato e così ho scoperto del suo tradimento e dei motivi delle tensioni con i miei famigliari”, ha spiegato il 56enne. Della relazione clandestina della moglie quindi “io l’ho saputo all’inizio di settembre e, di questo tema, ne ho parlato con mia madre per cercare di trovare una soluzione”.

POI IL NOME DELL’AMANTE: “INCREDULO, È SUCCESSO TUTTO SOTTO IL MIO NASO”

Ma l’uomo ignorava chi fosse l’amante, racconta, ne è venuto a conoscenza, dopo la morte della madre. A Manuela “glielo chiesi in un secondo momento chi fosse, a settembre, poco prima che mia mamma fosse uccisa. Lei mi disse che non lo conoscevo e non voleva dirmi chi era”. Quanto all’identità dell’amante “lo seppi la sera del ritrovamento del cadavere di mia madre, il 4 ottobre. Rimasi incredulo, tutto era successo sotto il mio naso, mi pareva incredibile. Ad avvisarmi fu mio fratello, che lo aveva saputo da un’amica di mia moglie che gli aveva mostrato il suo profilo Instagram”.

“MIA MADRE, COME UNA MAMMA ANCHE PER MANUELA”

Le prime domande del pubblico ministero, Daniele Paci, rivolte a Giuliano Saponi miravano a sviscerare i rapporti tra Pierina Paganelli e Manuela Bianchi. Per l’uomo erano stati per lungo tempo ottimi, di tipo materno. “È sempre stata una buona relazione, con mia moglie ci siamo conosciuto da molto giovani, quando perse la madre e, per mia mamma, è stata come una figlia” ha infatti spiegato. “Fino a quando mia moglie non ha cambiato stile di vita non ci sono mai stati attriti tra lei e mia madre”, ha proseguito. Poi però “Pierina ha smesso di comportarsi da madre con lei e ha iniziato a tutelare più i miei interessi ed era completamente dalla mia parte- ha spiegato- Questo cambiamento non è stato accettato da Manuela”.

LORIS, IL TIMORE PER”L’INFLUENZA NEGATIVA” SULLA FIGLIA E QUELLO STRANO MESSAGGIO

Quindi si è passati a delineare anche il rapporto con il fratello di Manuela, Loris Bianchi: “Anche lui non era aggressivo, era solo una persona che viveva nel suo mondo e nei suoi interessi”, ha spiegato. Poi però le parole nei confronti del cognato hanno fatto emergere non certo della stima. Giuliano addirittura non voleva che la figlia minorenne fosse lasciata sola con lui.
“Ho frequentato mia moglie fin da ragazzino e, in quel periodo, suo fratello Loris era un bambino piccolo. Avendo perso sua madre fin dalla più tenera età ho cercato di essergli vicino ma a lui non interessava, ha sempre seguito la sua vita e poi ci siamo allontanati perché a me lui non piaceva molto“, ha raccontato. Durante gli anni di matrimonio, il rapporto tra Manuela e il fratello non era stretto. Si è poi rinsaldato negli ultimi anni. “Dopo il mio incidente, lui era sempre insieme a Manuela quando mi venivano a trovare in ospedale”, ha spiegato Giuliano.
La madre gli aveva raccontato che “spesso, Loris era nel nostro appartamento- ha proseguito- ma la cosa non mi piaceva perché non volevo che avesse una influenza negativa su mia figlia“. A dimostrazione delle ‘stranezze’ di Loris, il figlio di Pierina ha citato un messaggio vocale, ricevuto quando si era risvegliato dal coma: “Mio cognato mi mandò un messaggio vocale nel quale mi rinfacciava dei vecchi comportamenti. Per non far trasparire la rabbia e il risentimento che provavo gli ho risposto in maniera diplomatica e l’avevo fatto ascoltare anche a mia madre che era incredula a quelle parole”. Quindi il colpo finale: “Non ho mai dato del ‘poco di buono’ a Loris ma è una cosa che ho sempre pensato perché, alla fine dei conti, lo era davvero“, ha rivelato il figlio della vittima. “Non ero geloso del rapporto che aveva con Manuela, per lui era quasi una mamma più che una sorella. Mia mamma, invece, con Loris aveva un rapporto civile- spiega- e lo trattava col massimo rispetto ma niente di più”. 

I RAPPORTI TRA PIERINA, DASSILVA E ‘LA BARTOLUCCI’

Sui rapporti tra la vittima e i vicini ci si è soffermati quindi su Louis Dassilva e la moglie, Valeria Bartolucci. Con quest’ultima “non erano molto buoni perché lei non si era comportata molto bene”, ha spiegato Giuliano. Mentre “per quanto riguarda Louis mia madre cercava di essere cortese”. Quindi si è parlato del suo rapporto con la coppia: con Dassilva “avevo passato un po’ di tempo nell’estate del 2022”, quando era stato assoldato per fare dei piccoli lavoretti in casa. “Io non volevo che mia moglie e lui rimanessero soli nell’appartamento e ho seguito quello che faceva Louis- ha proseguito- non mi piaceva il suo atteggiamento e ho notato che era una persona che si arrabbiava spesso- ha aggiunto- e non mi andava il suo carattere”. Anche la moglie non piaceva a Giuliano Saponi per gli atteggiamenti di superiorità nei confronti degli altri e per il suo linguaggio scurrile. “La Bartolucci era solita attaccare bottone con mia moglie sul terrazzo- ha raccontato- dopo un po’, richiamavo Manuela perché non volevo che frequentasse quella donna”.

IL TURNO DI LORIS BIANCHI: “MIA SORELLA TEMEVA CHE DIETRO L’INCIDENTE DEL MARITO CI FOSSE LOUIS”

Conclusa la lunga deposizione del figlio di Pierina, nel pomeriggio è stata la volta di Loris Bianchi, fratello di Manuela, sul banco dei testimoni. In aula con lui anche i suoi difensori, l’avvocato Nunzia Barzan e il consulente Davide Barzan. Bianchi ha raccontato i dubbi della sorella all’indomani dell’incidente avvenuto al marito Giuliano. “Mia sorella aveva paura che dietro l’incidente di Giuliano ci fosse Dassilva, provava sensi di colpa sul fatto che la sua relazione extra coniugale potesse aver quasi ucciso suo marito”, ha rivelato. Sul rapporto tra Manuela e Pierina ha minimizzato gli attriti: “Il rapporto tra mia sorella e Pierina era fatto di scaramucce- ha spiegato- era il classico astio tra nuora e suocera”. Quindi ha confermato la sua versione rispetto al 3 ottobre di due anni fa: “Io rimasi a cena da Manuela e guardammo insieme a Giorgia l’adunanza dei Testimoni di Geova da remoto”.

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