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Il pompiere ‘last minute’? Te lo ‘chiama’ Telegram

VIGILI DEL FUOCO
Idea della direzione del Corpo dell'Emilia-Romagna., ma i sindacati non ci stanno
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BOLOGNA – Vigili del fuoco da chiamare all’ultimo minuto? In Emilia-Romagna vogliono provarci usando un canale Telegram. Come annuncia infatti la Direzione regionale del Corpo, in una comunicazione ai sindacati, per organizzare la disponibilità “al richiamo in straordinario in occasione di interventi rilevanti o emergenze”, c’è l'”intenzione di attivare, a titolo sperimentale ed in attesa di più precise disposizioni normative, sull’app Telegram un gruppo per la Direzione o Comando Vigili del fuoco dell’Emilia-Romagna, in cui inserire tutto il personale disponibile a farne parte, da utilizzare esclusivamente per l’inserimento di tutte le informazioni utili relative a situazioni di allerta o emergenze in corso che potrebbero richiedere il richiamo di personale in orario straordinario“.

Spiega ancora l’informativa del direttore Michele De Vincentis ai sindacati: “Considerando che attualmente la disponibilità non dà diritto ad alcuna corresponsione economica, non essendo prevista normativamente come un servizio di reperibilità istituzionale e che quindi può essere attuata esclusivamente su base volontaria, si chiederebbe al personale disponibile di inviare dalla propria casella istituzionale all’indirizzo della propria sede di servizio un modello di adesione, sottoscritto con firma digitale, in cui è esplicitato l’assenso dell’inserimento nel gruppo Telegram ed il numero di telefono a cui fare riferimento”.

In caso di “necessità di potenziamento dei servizi di soccorso, il personale che avrà fornito la propria disponibilità sarà chiamato in via prioritaria”. Ciò detto, la Direzione regionale dei Vigili del fuoco chiede ai sindacati “di fornire eventuali contributi a stretto giro, al fine di poter avviare in tempi stretti, i conseguenti procedimenti organizzativi della Direzione e dei Comandi della regione Emilia-Romagna”.

I sindacati però non appaiono entusiasti dell’idea. “Va premesso che la materia necessita di attenta analisi attraverso un necessario confronto negoziale dove possono e devono essere approfonditi tutti gli aspetti legati all’organizzazione del lavoro nello specifico di una materia ad oggi, non contrattualizzata”, mandano a dire le sigle di Cgil, Cisl e Cisal dei pompieri. Quanto a Telegram, “per quanto efficace ed idoneo ad alcune necessità organizzative del Corpo, ad oggi, è una applicazione in uso solo a parte del personale e pertanto, non può divenire lo strumento discriminante o preferenziale per taluni piuttosto che per altri”.

Inoltre, continuano con un lettera in risposta a De Vincentis, “segnaliamo che la disponibilità nelle giornate di ‘libera’ oltre a non dare diritto ad alcuna corresponsione economica, va a penalizzare coloro i quali sono già inseriti mensilmente nei servizi di vigilanza, non potendola per cui effettuare”. Insomma, “alla luce delle informazioni acquisite”, i tre sindacati non danno semaforo verde: “Riteniamo di non poter concordare con la proposta presentata e riteniamo oltremodo indispensabile aumentare gli organici nazionali e non sopperire a tali carenze con istituti non contrattuali per i quali auspichiamo un approfondimento a livello nazionale attraverso lo strumento contrattuale”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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