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Cime bianche, dal Cai nazionale sostegno alla petizione contro la funivia: “La ricchezza non va distrutta”

Vincenzo Torti
Il presidente generale Torti: "La montagna può vivere di ben altro, e le sue popolazioni possono essere testimoni di una bellezza vissuta e conservata per la future generazioni"
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AOSTA – Il Cai nazionale esprime “il massimo di una convinta solidarietà” per la petizione lanciata dal Cai della Valle d’Aosta e dal comitato Ripartire dalle Cime Bianche per fermare il progetto del collegamento funiviario nel vallone delle Cime Bianche, ad Ayas. Lo ha detto il presidente generale del Cai, Vincenzo Torti, ospite questa mattina ad Aosta del Cai VdA.

Torti ha aggiunto: “Il futuro della montagna passa da queste prese di posizione. La montagna può vivere di ben altro, e le sue popolazioni possono essere testimoni di una bellezza vissuta e conservata per la future generazioni“. Il presidente del Cai sostiene che il collegamento intervallivo sia “un progetto che ci promette ricchezza diffusa, invece va a distruggere la ricchezza esistente” anche perché “la domanda dello sci è stagnante e il numero degli sciatori non aumenta da anni”.

Torti ha ricordato “i 300 impianti sciistici abbandonati sulle Alpi e sugli Appennini italiani, tutti destinati a restare lì per decenni“, perché “una volta che si cementa, non si torna indietro. Gli impianti di risalita lasciati alle intemperie, rimarranno lì. Quella è una montagna che, se non si recupera in qualche modo, è rovinata per sempre”. Il presidente ha sottolineato come “il Cai ha a cuore il futuro della montanità, intesa come attenzione alle popolazioni” e per questo appoggia la raccolta delle firme. “Abbiamo la possibilità di scegliere qual è il miglior futuro per queste parti di montagna. La verifica va fatta con gli abitanti delle zone”.

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