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L’Inps di Genova ai giovani: “Dite no al lavoro nero, non vi tutela”

INPS_GENOVA
Nella provincia il 40% dei residenti è in pensione, nel 2020 +775% ore Cig
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ROMA – “Ragazzi, dite no al lavoro in nero, non solo perché è contro alla legge, ma perché non vi dà alcun tipo di tutela per il futuro e in caso di difficoltà“. La sede genovese dell’Inps lancia un appello ai lavoratori dei prossimi anni nel corso di un workshop al Salone Orientamenti, la tre giorni organizzata dalla Regione ai Magazzini del cotone del capoluogo ligure per orientare studenti di medie e superiori e le loro famiglie alle scelte scolastiche, universitarie e lavorative del futuro.

“E’ importante per i ragazzi inquadrare il fatto che avere un rapporto assicurativo regolare e registrato all’istituto permette di ottenere determinate prestazioni in situazioni di difficoltà, in cui il soggetto perde o sospende la propria attività lavorativa- spiega il direttore provinciale dell’Inps, Lorenzo Leoncini- la regolarità del lavoro, la legalità del rapporto lavorativo non solo sono obbligatori per legge, ma permettono al lavoratore e a chi per la prima volta si muove verso il mercato del lavoro di ottenere prestazioni anche in situazioni di difficoltà, che altrimenti non potrebbe ottenere”. Il direttore insiste molto nel suo intervento su “l’importanza della legalità come mezzo per ottenere prestazioni da parte dell’istituto e come strumento di tutela dalle situazioni di difficoltà e di sicurezza del lavoro. Elementi importanti per guidare bene i ragazzi nelle loro scelte future di vita nel mondo del lavoro”.

Che cosa sono contributi, pensioni e cassa integrazione? Che cos’è il Tfr e come funzionano i congedi di paternità e maternità? Chi è l’Inps e che cosa fa? Sono alcune delle domande a cui la sede genovese dell’Istituto nazionale di previdenza sociale ha provato a dare una risposta semplice, a misura di giovanissimi che muovono i primi passi nel mondo dei grandi e provano a captare anche il significato di quei “paroloni” che sentono in tv e vedono sui giornali. L’istituto è anche presente tra i 140 stand del salone, dispensando informazioni e gadget a lavoratori e pensionati del futuro.

I dati illustrati dal direttore fanno capire molto della composizione sociale e demografica della provincia di Genova. Su 841.180 residenti nella città metropolitana, sono 287.236 i pensioni del settore privato e 54.597 quelli del settore pubblico, per un totale di 341.833, pari al 40,64% della popolazione. Nel corso del 2019, ultimo dato aggiornato disponibile, l’istituto ha incassato quasi 1,96 miliardi di contributi da 207.899 lavoratori, a fronte di 24.833 aziende attive, 224 aziende agricole e coltivatori diretti, 24.985 artigiani, 33.050 artigiani. Sul fronte degli ammortizzatori sociali, lo scorso anno l’Inps di Genova ha accolto 20.127 domande di Naspi, 16.450 domande di cassa integrazione ordinaria e covid, 8.824 domande per l’assegno diretto Fis covid, 37.742 domande di cassa integrazione in deroga covid e 40.889 richieste di assegni familiari per i lavoratori dipendenti.

A sottolineare, ancora una volta, la gravità dell’impatto della pandemia sul mondo del lavoro è il dato sulle ore di cassa integrazione autorizzate: nel 2019 erano state poco più di quattro milioni (di cui meno di 400.000 ore ordinaria, oltre 3,6 milioni straordinaria e 940 in deroga), l’anno scorso scorso hanno superato i 31,2 milioni (di cui oltre 18,8 milioni di ore ordinaria, 3,1 milioni straordinaria e 9,3 milioni in deroga), facendo segnare un aumento complessivo del 775%.

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