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L’Oms critica le terze dosi: “Covid colpisce di più nei Paesi poveri”

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Le parole dell'inviato speciale dell'Organizzazione Nabarro ai deputati britannici
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ROMA – Il Covid-19 è ormai un “una malattia che riguarda principalmente le persone povere e i Paesi poveri”. Anche per questo, mobilitare un gran numero di dosi di vaccino nei Paesi ricchi per una terza somministrazione “potrebbe avere conseguenze globali abbastanza estreme”. A dirlo, davanti a una platea di parlamentari britannici di tutti i partiti, è stato David Nabarro, inviato speciale per il Covid-19 dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

Il dirigente dell’ente dell’Onu ha ricordato ai deputati di Sua maestà che la pandemia è tutt’altro che conclusa e che solo ieri sono stati registrati oltre 5mila decessi a causa del Covid-19. Il virus però in questa fase, a detta di Nabarro, si sta diffondendo principalmente nei Paesi in via di sviluppo. Una terza dose nei Paesi ad alto reddito potrebbe avere conseguenze gravi, ha avvertito il dirigente davanti al Gruppo interparlamentare sul coronavirus (Appg) del Regno Unito, un Paese dove un quinto degli adulti ha già ricevuto la somministrazione “booster”. Un dato, questo, che stride con la realtà dell’Africa: stando ai dati dell’Oms, solo il 6 per cento della popolazione del continente ha completato il ciclo vaccinale con due dosi.

Anche alla luce di questi dati, l’advisor per le politiche sanitarie della ong Oxfam, Anna Marriott, ha denunciato ai deputati britannici che “i Paesi ricchi si sono spinti in prima linea nella coda dei vaccini pagando prezzi più alti del necessario”, mentre le case farmaceutiche “rimuovevano dalla priorità i Paesi in via di sviluppo”. Rinunciare ai diritti di proprietà intellettuale sui brevetti potrebbe essere un strada da seguire, secondo Ayoade Alakija, co-presidente dell’Alleanza per la consegna del vaccino dell’Unione africana. “Il trasferimento di tecnologia dovrebbe essere imposto” ha detto Alakija. “Questi vaccini sono un bene pubblico globale”.

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