Bologna, tartufo sì, estetista no: ecco quando si può sconfinare

La Prefettura chiarisce: "Si può uscire dal Comune solo in assenza di servizi"
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BOLOGNA – La ricerca del tartufo? Si può, purché sia provato che si tratta di “attività lavorativa”. Ma anche nel caso ci si debba spostare fuori dal proprio Comune per fare del volontariato è possibile farlo. E se invece si vuole (o ‘deve’) andare a dar la caccia ai cinghiali? Su questo serve un ulteriore approfondimento prima di poter rispondere.

NO AL PARRUCCHIERE IN UN ALTRO COMUNE

Già certo, invece, è che non si può sconfinare oltre il perimetro municipale per andare dal parrucchiere o dall’estetista “a meno che nel territorio comunale non sia registrata l’assenza di siffatti servizi”. E “analogo orientamento viene espresso con riguardo a gommisti, carrozzerie, autofficine e lavanderie“. Dunque, andare a montare le gomme da neve (ora obbligatorie) in una officina fuori dal proprio Comune si può, se nel proprio non c’è chi lo possa fare. A chiarire quando e perché ci si può spostare e quando invece non si può è la Prefettura di Bologna in risposta alle domande che arrivano dai Comuni alle prese con le restrizioni della zona arancione. Ad esempio: si può uscire dal Comune per andare a far la spesa? Il documento della Prefettura, in risposta a questa domanda arrivata da Castel d’Argile assieme ad altre, dice: “Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità. Fare la spesa rientra sempre tra le cause giustificative degli spostamenti. Laddove, quindi, il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito entro tali limiti che dovranno essere autocertificati”.

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Inoltre, l’orientamento della Prefettura di Bologna, anche a seguito di confronto sul punto con i rappresentanti della Regione Emilia-Romagna si ritiene che nel concetto di spesa rientri l’acquisto di generi alimentari. Ma si può uscire dal proprio Comune solo se la spesa la si va a fare in un Comune “dove venga rispettato il criterio della contiguità e vicinanza territoriale“; il che esclude il permesso tra regioni confinanti. Il documento della Prefettura, datato 16 novembre, interviene appunto anche sulla questione estetiste-parrucchiere e gommisti (sollevato ieri dalla Cna). Saloni di bellezza e meccanici non si possono raggiungere se già c’è modo di esserne clienti nel proprio Comune, specifica dunque la Prefettura dicendo che “tale orientamento trae origine dalla ratio delle disposizioni adottate sia in sede centrale che a livello regionale tese, in primis, alla salvaguardia della salute pubblica in un’ottica di bilanciamento con le esigenze primarie indicate nelle stesse disposizioni”.

IL TARTUFO SOLO PER PROFESSIONISTI

Per il tartufo, invece, via libera “purché venga adeguatamente comprovato che si tratta di attività lavorativa, con conseguente possibilità di spostamento tra territori”. E come per i cinghiali “si è ritenuto necessario un ulteriore approfondimento” anche per la pesca dilettantistica e sportiva, e per il rinnovo degli amministratori dei consorzi di bonifica.

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17 Novembre 2020
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