Mattarella: “Il virus è il nemico che ci divide, tutti si rendando conto della gravità della pandemia”

Il presidente della Repubblica: "Senza la responsabilità dei cittadini non bastano le ordinanze"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – “Questo virus è ancora in parte sconosciuto, ma, tra gli altri aspetti, ci rendiamo conto che tende a dividerci. Tra fasce di età più o meno esposte ai rischi più gravi, tra categorie sociali più o meno colpite dalle conseguenze economiche, tra le stesse istituzioni chiamate a compiere le scelte necessarie – talvolta impopolari – per ridurre il contagio e garantire la doverosa assistenza a chi ne ha bisogno. Il pluralismo e l’articolazione delle istituzioni repubblicane sono e devono essere moltiplicatori di energie positive, ma questo viene meno se, nell’emergenza, ci si divide”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando in videoconferenza dal Quirinale alla sessione di apertura della XXXVII assemblea annuale dell’Anci.

Dobbiamo far ricorso alle nostre capacità e al nostro senso di responsabilità– aggiunge- per creare convergenze e collaborazione tra le forze di cui disponiamo perché operino nella stessa direzione. Anche con osservazioni critiche, sempre utili, ma senza disperderle in polemiche scomposte o nella rincorsa a illusori vantaggi di parte, a fronte di un nemico insidioso che può travolgere tutti”.

Il capo dello Stato osserva che “la libertà rischia di indebolirsi quando si abbassa il grado di coesione, di unità tra le parti. E’ questa la prima responsabilità delle istituzioni democratiche, a tutti i livelli, e questa è la lezione che la pandemia ribadisce con durezza”.

“SENZA RESPONSABILITÀ CITTADINI NON BASTANO ORDINANZE”

C’è un “aspetto di questa dialettica, che talvolta può rimanere in secondo piano: quel che ciascuno di noi cittadini può e deve fare per la sua comunità. Vi sono le norme, le ordinanze, le regole dettate e applicate dalle istituzioni. Ma, insieme, è necessario l’impegno convinto di ciascuno di noi. La responsabilità personale; che in larga misura abbiamo apprezzata nei mesi scorsi. Dobbiamo, tutti, adottare i comportamenti di prudenza suggeriti: le mascherine, l’igiene, il distanziamento, la scelta di fare a meno di attività e incontri non indispensabili. Non per imposizione, non soltanto per suggerimento o per disposizione delle pubbliche autorità ma per convinzione. Liberi e, proprio per questa ragione, responsabili. Con senso di responsabilità verso gli altri e anche verso se stessi. Per convenienza se non si avverte il dovere della solidarietà”.

“A ME NON SUCCEDERÀ’ INGANNA, NON DIMENTICHIAMO I MORTI”

Nessuno si lasci ingannare dal pensiero ‘a me non succederà’: questo modo di pensare si è infranto contro innumerevoli casi di disillusione, di persone che la pensavano così e sono state investite dal coronavirus. Abbiamo dovuto – e dobbiamo tuttora – purtroppo piangere la morte di tante persone; di ogni età, anche tra i giovani. E non dobbiamo dimenticarcene, per rispetto nei loro confronti”.

“TUTTI SI RENDANO CONTO GRAVITÀ PANDEMIA”

“In questa occasione, desidero rivolgere – questa volta attraverso i sindaci – un nuovo appello ai nostri concittadini affinché ci si renda conto, tutti, della gravità del pericolo del contagio; che sta investendo l’intera umanità, ovunque, mettendo in difficoltà e bloccando la normalità della vita in gran parte dei paesi di tutti i Continenti”.

“NON DIMENTICARE DOLORE VITE SPEZZATE E DEDIZIONE MEDICI”

“Non dovremo mai dimenticare il dolore delle tante vite spezzate. E dovremo sempre esprimere riconoscenza per l’impegno generoso, e sovente instancabile, di tanti medici, infermieri e addetti alle varie funzioni della sanità: la considerazione nei loro confronti è massima, come lo è stata nel corso della prima fase dell’epidemia”.

“LA SALUTE UN DIRITTO, NON ESITARE NELLE DECISIONI”

“In questi giorni i Comuni possono ricorrere al potere sindacale di ordinanza prevedendo disposizioni più puntualmente legate alle condizioni del loro territorio rispetto a quelle nazionali o regionali. La salute è un diritto fondamentale. Il dovere di tutelarla richiede che non si esiti ad assumere le decisioni necessarie. Proprio muovendo da questa esigenza si manifesta il bisogno di un più stretto raccordo fra i livelli di governo impegnati a fronteggiare l’emergenza; così da non pregiudicare la coerenza complessiva delle azioni e delle strategie poste in essere. In questo senso, è importante che i prefetti e i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica sostengano – come avviene – i sindaci e le autorità sanitarie locali nel garantire l’efficacia di misure di distanziamento e, dove richiesto, di chiusura di determinate aree”.

“PRIMA DI TUTTO LEALE COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI”

“Le difficoltà hanno provocato incomprensioni, che talvolta hanno reso ruvide le relazioni tra i diversi livelli di governo. Il principio di leale collaborazione istituzionale, che i Comuni conoscono bene e praticano – a partire dalla stessa Anci – resta la direttrice su cui ricostruire costantemente le linee efficaci per superare la crisi in atto, rifuggendo dalla tentazione di lasciare ad altri le responsabilità delle decisioni più difficili”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

17 Novembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»