VIDEO | I 70 anni di Carlo Verdone, l’uomo che con i suoi mille volti ha raccontato gli italiani

Erede di Alberto Sordi, ha diretto e recitato al fianco di attrici di successo
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ROMA – C’è il giovane ingenuo che, con lo sguardo rivolto verso l’alto, dice di aver visto due cervi, anzi “due cervetti. Vivi? No, me sa che erano morti”. C’è il giovane autostoppista ‘figlio dei fiori’ che vorrebbe andare in India in autostop. Ma pure il logorroico personaggio che vorrebbe andare al cinema con la famiglia, ma che per farlo è costretto ad armarsi per paura di incontrare qualche criminale. Oppure il coatto romano amante delle donne, che però è disposto a sacrificare Bo Derek pur di far vincere lo scudetto alla Roma. Una serie di personaggi apparsi sui programmi Rai dalla fine degli Anni 70, da ‘Non Stop a ‘Al Paradise’, in cui muoveva i primi passi un giovane Carlo Verdone, che oggi compie 70 anni, e che lo hanno ispirato per i suoi film.

Il giovane ingenuo e stralunato è un antesignano di Leo, personaggio analogo a Mimmo di Bianco, Rosso e Verdone, interpretato questa volta in Un sacco bello. Oppure l’autostoppista che consulta l’astrologa Maria Bianca Zellanti, interpretata sempre da Verdone, che gli consiglia di non andare India in autostop, nella sua parlata ricorda moltissimo il Ruggero ‘figlio’ di Mario Brega in Un Sacco Bello. E che dire del coatto tifoso della Roma, la fotocopia di Enzo, di Un Sacco Bello, che ricorda pure Pasquale Ametrano, l’emigrato lucano di Bianco, Rosso e Verdone nel modo di sistemarsi i pantaloni. Tanti personaggi, un unico interprete.

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Che a proposito della nascita di questi personaggi, racconterà’: “Io ero un osservatore di romani, di italiani, di personaggi del mio quartiere. Sono personaggi che nascono da incontri nel mio quartiere, fatto di artigiani. E poi a scuola, con i professori, offrivano tanti spunti. Entravo nella mentalità del personaggio, dalla voce risalivo al tipo di personaggio”.

CARLO VERDONE, DAGLI ESORDI AL SUCCESSO

Carlo Gregorio Verdone, questo il suo nome per intero, nasce a Roma il 17 novembre 1950. La passione per il cinema ha origini decisamente lontane, complice anche papà Mario, storico del cinema e soprattutto docente universitario, studioso delle avanguardie storiche, a lungo dirigente del Centro Sperimentale di Cinematografia. Aveva la cattedra di Storia e critica del film, esame che Carlo avrebbe dovuto dare ma che, paradossalmente, non riuscì a superare. Perché il padre, che lo interrogò, lo colse impreparato su un argomento e per non passare per il padre che assegna un 30 al figlio in maniera immotivata, preferì bocciarlo. I primi approcci al mondo del cinema insieme al fratello minore Luca, con cui si diverte il sabato sera a proiettare film sperimentali per amici e parenti, dedicati soprattutto ai capolavori felliniani e del neorealismo. Poco più che ventenne, con una videocamera vendutagli da Isabella Rossellini per 70.000 lire realizza un cortometraggio (‘Poesia solare‘), influenzato dalla cultura sessantottina e psichedelica del tempo, e dalla musica dei Pink Floyd e dei Grateful Dead. Ne arriveranno poi altri due: ‘Allegoria di primavera’ e ‘Elegia notturna’.

Spinto da Roberto Rossellini, che aveva visto i cortometraggi, si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia e, nel 1974, si diploma in regia cinematografica, sotto la presidenza di Roberto Rossellini. Il saggio di diploma s’intitola ‘Anjuta’, ispirato a una novella di Cecov, con la partecipazione di Lino Capolicchio (all’epoca già attore affermato), Christian De Sica, Giovannella Grifeo e Livia Azzariti. È durante gli studi universitari alla Sapienza di Roma (si laurea in Lettere moderne nel 1977), che inizia la sua prima esperienza di attore con il ‘Gruppo Teatro Arte’ diretto dal fratello Luca. Dopo i primi incarichi come assistente volontario, approda all’aiuto regia. La svolta arriva nel 1977 con lo spettacolo teatrale ‘Tali e quali’, in cui interpreta dodici personaggi, che poi approderanno su ‘Non Stop’, mentre per la sua carriera è fondamentale l’incontro con Sergio Leone, da cui nasce il film d’esordio ‘Un Sacco Bello‘ e il seguente ‘Bianco, Rosso e Verdone‘.

Tante le interpreti femminili dalle quali è stato affiancato e che ha diretto riuscendo a tirare fuori da ognuna il meglio. Con Margherita Buy ha recitato in ‘Maledetto il giorno che t’ho incontrato’, con Claudia Gerini in ‘Sono pazzo di Iris Blond’, in un episodio di ‘Viaggi di nozze’ (quello del famoso “O famo strano”) e in uno di ‘Grande, grosso e… Verdone‘. Ha poi recitato con Eleonora Giorgi in ‘Borotalco’, con Ornella Muti in ‘Io e mia sorella’.

Ma è per molti Carlo Verdone, soprattutto, è l’erede di Alberto Sordi. Un accostamento che lo stesso artista ha comunque rifiutato, pur avendo scelto anche lui, come l’Albertone nazionale, di raccontare vizi, virtù e soprattutto difetti degli italiani. Sordi e Verdone hanno anche girato due pellicole insieme: ‘In viaggio con papa” e ‘Troppo forte’.

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17 Novembre 2020
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