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La Ecomafie compie 20 anni. Bratti: “Essenziale contro la criminalità organizzata”

"A volte si rischia di connotare la commissione
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ecoreati20“A volte si rischia di connotare la commissione come una commissione che si occupa solo di tematiche ambientali, in realta’ cosi’ non e’. Perche’ uno dei temi fondamentali e’ capire quali siano gli assetti societari e il ruolo svolto dalla criminalita’ organizzata”, anche se “i reati ambientali sono reati fondamentalmente di impresa, non hanno una connotazione specificatamente legata alla malavita organizzata, seppure in alcuni casi questa connessione e’ molto forte”. Con queste parole il presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Alessandro Bratti, apre le celebrazioni per il ventennale del lavoro della ‘Ecomafie’, oggi nella sala Aldo Moro della Camera, a Roma.

Da segnalare e’ che “il lavoro della commissione non e’ solo fare approfondimenti, ma di contribuire a risolvere i problemi- spiega Bratti- Abbiamo gia’ fatto in altri casi un buon lavoro con il ministero”. C’e’ innanzitutto il “grande tema della corruzione della pubblica amministrazione legata ai reati ambientali- rileva Bratti- Questo vale per la Sicilia, come per la Liguria ed altre regioni del nord ed e’ un fenomeno abbastanza diffuso. E infatti c’e’ lavoro congiunto di chi si occupa reati della PA e chi si occupa di reati ambientali”. Uno sguardo particolare e’ rivolto poi alla questione del “traffico illecito transfrontaliero” dei rifiuti, che e’ “sempre piu’ un fenomeno importante” sottolinea Bratti, visto che “si e’ creato un vero e proprio mercato, anche dei rifiuti urbani. E questo ha dei riverberi importanti anche sui territori”.

C’e’ anche la questione dei “siti inquinanti, eredita’ del passato. Parliamo di 47 siti di interesse nazionale che devono essere bonificati e spesso anche la bonifica e’ fonte interessante per chi vuole fare affari in maniera illegittima”, aggiunge Bratti. 

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