venerdì 16 Ottobre 2026

Il regista di ‘Familia’: “Racconto la violenza delle istituzioni, è scioccante”

Il film racconta la storia di Luigi Celeste che, come suo fratello e sua madre, è stato vittima due volte: di un padre malvagio e violento e delle istituzioni alle quali vanamente sua madre aveva chiesto aiuto

ROMA – Chiedere aiuto e ritrovarsi colpiti due volte. Denunciare quell’ uomo violento che ti massacra fino a farti cadere tutti i denti, e vedere, nel giorno in cui credi che ti porteranno in una casa rifugio con i tuoi figli, che i servizi sociali te li stanno strappando dalle braccia sulla porta di casa. E’ una delle scene più dure del film Familia (prodotto da Tramp Limited con Medusa Film, Indigo Film, O’Groove), uscito nelle sale ad ottobre, che descrive il volto multiforme, spesso segreto e ancora ben camuffato, della violenza istituzionale. Il regista, Francesco Costabile, decide di fare questo film dopo aver letto il libro “Non sarà sempre così” di Luigi Celeste. E’ lui il protagonista e c’è lui al cinema Adriano a Roma nella proiezione in anteprima per la stampa quando alla fine tutti si alzano in piedi per applaudire. Luigi, come suo fratello e sua madre, è stato vittima due volte: di un padre malvagio e violento e delle istituzioni alle quali vanamente sua madre aveva chiesto aiuto. E’ il 20 febbraio 2008 quando uccide suo padre a colpi di pistola dopo l’ennesima aggressione: sconterà la sua pena in appello di 9 anni di carcere a Bollate e lì, dopo una gioventù difficile e un’infanzia negata, inizierà la sua rinascita.

“Mi ha colpito la totale assenza delle Istituzioni che ha portato a queste estreme conseguenze. Un atto disperato quello di Luigi- spiega Costabile intervistato dalla Dire- per difendere se stesso e la madre”. Il film ripercorre la determinazione di questa donna a denunciare, a proteggere i suoi figli, ma anche le fragilità di fronte a questo rapporto manipolatorio con l’ex: “Dobbiamo porci in ascolto di queste donne, che sono vittime, senza giudicare“, sottolinea il regista spiegando che invece questo accade spesso ancora oggi. Come quando nel film intervengono le forze dell’ordine che finiscono “per mettere ancor in più pericolo la donna e i suoi figli”.
E’ lì che nella vita di questa madre, quando decide di mettere in salvo se stessa e i suoi ragazzi, piomba l’abbandono e il tradimento dello Stato: da una parte il violento che picchia e minaccia di morte, dall’altro le istituzioni che quasi puniscono il suo coraggio di denunciare, le sequestrano i figli, segnando la vita di due bambini, e lasciano la donna in pericolo quando l’uomo, dopo esser uscito dal carcere dove era detenuto per altri reati, torna a diventare un incubo per tutti. Nelle scene, come in un labirinto interiore di picchi e di abissi, si alternano il dolore macabro della paura e quegli spiragli di amore e dolcezza che i figli hanno verso la madre, l’unico legame che tiene le vittime attaccate alla vita e a una qualche speranza.

“Inizialmente, poichè la storia di Luigi è tra il 1998 e il 2008, ho pensato fosse legata al momento storico, ma poi facendo ricerche- continua Costabile- anche insieme ai centri antiviolenza e agli avvocati mi sono accorto che oggi la situazione è anche peggiorata con la legge 54 del 2006 (quella della bigenitorialità che spesso mal applicata garantisce a genitori- per lo più padri- violenti di continuare a rappresentare una minaccia per i figli e le donne che li hanno denunciati, ndr). E’ stato scioccante”, racconta.
“Ho conosciuto diverse donne passate dall’essere vittime di uomini ad essere vittime delle istituzioni che hanno portato via i loro figli. Oggi, nonostante la legge sullo stalking, la convenzione di Istanbul, il codice rosso siamo ancora in una situazione grave”, ribadisce.
Una denuncia coraggiosa di un male che qualche anno fa era ancora impronunciabile e che rientra per Costabile in una precisa idea di cosa debba fare l’arte e il cinema: “Ha per me una funzione politica”, spiega, “ed è un percorso che ho già iniziato con il primo film ‘Una femmina’ sulla storia delle pentite di mafia e ndrangheta. E ho visto quanto il percorso di protezione fosse molto duro e avesse lacune, e anche lì le donne sono state tradite dallo Stato“.

La violenza istituzionale o vittimizzazione secondaria che si consuma tra tribunali e servizi sociali porta a non denunciare più. “Diamo un segnale negativo alle nuove generazioni, così si abbandonano le persone. Vorrei portare il film nelle scuole: dobbiamo ripartire dalla formazione, anche delle persone deputate a proteggere le vittime” e contrastare “la violenza patriarcale che è una forma culturale di istituzione”.
Fare un film di denuncia come ‘Familia’ “è molto faticoso– risponde il regista- ma dà senso a ciò che faccio e la gratificazione piu bella è nelle sale, alla fine della proiezione: vedere tante donne che si avvicinano, anche ragazze, e si confidano. E’ il potere del cinema, è emozionante”.
Come emoziona tutti Luigi Celeste, alla fine del film, a Roma, in una sala piena di giovani, giornalisti, associazioni, quando racconta della sua nuova vita di esperto cyber, della rinascita, della ritrovata libertà di sua madre e suo fratello. Ora che la vita è diventata tutta quella speranza di un tempo, quando sembrava impossibile anche solo sognare: “non sarà sempre così”.

LA SINOSSI E IL TRAILER DEL FILM

Luigi Celeste ha vent’anni e vive con sua madre Licia e suo fratello Alessandro, i tre sono uniti da un legame profondo. Sono quasi dieci anni che nessuno di loro vede Franco, compagno e padre, che ha reso l’infanzia dei due ragazzi e la giovinezza di Licia un ricordo fatto di paura e prevaricazione. Luigi vive la strada e, alla ricerca di un senso di appartenenza e di identità, si unisce a un gruppo di estrema destra dove respira ancora rabbia e sopraffazione.
Un giorno Franco torna, rivuole i suoi figli, rivuole la sua famiglia, ma è un uomo che avvelena tutto ciò che tocca e rende chi ama prigioniero della sua ombra.
Quella di Luigi e della sua famiglia è una storia che arriva al fondo dell’abisso per compiere un percorso di rinascita, costi quel che costi.

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