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VIDEO | Gli oculisti italiani: “Con plexiglass e mascherine rivoluzione nella comunicazione”

Gusmeroli: "Comprendersi è più difficle, le barriere per il Covid sono nuove sfide per i medici"
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ROMA – Tra distanziamento, mascherine e plexiglass, come è cambiata la comunicazione medico-paziente al tempo del Covid-19? Se n’è parlato nel corso dell’XI Congresso nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti, che si chiude oggi a Roma. Responsabile della sessione dedicata al tema, intitolata ‘Gli strumenti comunicativi pre e post Covid.Come usare nuove risorse nel rapporto diretto medico-paziente’, il dottor Marco Gusmeroli, oculista e comunicatore, consigliere di AIMO.

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“Noi medici raccogliamo una nuova sfida: imparare a comunicare con il paziente attraverso nuove barriere- ha spiegato Gusmeroli- Plexiglass, mascherine e distanziamento sono tutti fattori che contribuiscono a rendere più difficile la comprensione dei discorsi tra medico e paziente. La comunicazione non verbale è quasi scomparsa e, di conseguenza, il fattore più importante della comunicazione stessa. C’è stata una rivoluzione“.

Inoltre, esiste la componente “della paura dell’approccio in ambienti medici percepiti a rischio e un generale senso di depressione psicologico e fisico. Ci attendono sicuramente molte nuove sfide- ha sottolineato il medico e comunicatore di AIMO- che per alcuni, per chi ama coltivare l’attenzione al rapporto con il paziente, saranno entusiasmanti perché si riscopre e si valorizza ancora di più la figura del medico non solo come terapeuta del corpo, ma anche dello spirito”.
Il Covid-19, insomma, ha stravolto anche tutte le regole della comunicazione. “La comunicazione medico-paziente, come sappiamo, si basava in buona parte su quella non verbale- ha spiegato Gusmeroli- e in questo momento le nuove barriere impongono una grande riduzione di questa comunicazione non verbale. E anche quella verbale, cioè l’eloquio, viene stravolta moltissimo, perché la tonalità di voce diventa monotonale e con una mascherina diventa difficile parlare, comprendersi, sia da parte del medico sia da parte del paziente. Si sono creati tutta una serie di nuovi ostacoli che hanno rivoluzionato il modo di rapportarsi tra medico e paziente e la comunicazione in generale. È una nuova sfida”. Bisogna tenere conto, poi, che il paziente, e “per certi aspetti anche il medico”, vive un momento di grande incertezza, alimentata da “una serie di condizioni esterne, comprese le notizie diffuse dai media, per cui oggi il paziente vive l’entrare in un ambiente medico con una certa ansia. Dobbiamo tener conto, però, che l’ambiente medico è forse uno dei più ‘sani’ e curati. Noi medici abbiamo un grande senso di responsabilità- ha sottolineato l’esperto- e ogni professionista sa come gestire l’approccio a questa nuova situazione”.

Il corso ‘Comunicazione in oftalmologia’ di quest’anno avrebbe dovuto essere “molto pratico”, ha aggiunto infine Gusmeroli, fornendo “a tutti i colleghi strumenti di lettura per una corretta analisi della comunicazione non verbale. Ma la pandemia e tutti i provvedimenti sanitari messi in atto hanno ribaltato completamente la situazione”, ha concluso.

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