‘The Shoah Party’, la chat degli orrori. Lo psicologo: “La responsabilità è degli adulti”

Il problema vero, secondo lo psicologo, è che gli adulti hanno "fatto di tutto per rendere precocemente 'grandi' i bambini"
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ROMA – ‘The Shoah Party’ è la chat degli orrori scoperta in Toscana, con cui 25 adolescenti si scambiavano video raccapriccianti. Un gruppo WhatsApp creato da due 15enni di Rivoli, vicino Torino, dove venivano condivisi filmati violenti e pedopornografici, oltre a immagini di animali seviziati, offese contro ebrei e frasi naziste inneggianti a Hitler, Mussolini e Isis. I 25 indagati abitano in 10 regioni diverse e tra questi compaiono 16 minorenni tra i 13 e i 17 anni.

Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, punta il dito sulle responsabilità dei genitori, intervenendo al Gr2. “I ragazzi cercano qualcosa di dirompente, questa violenza rappresenta un tentativo di attacco contro qualcosa”. Il mondo adulto “ha delle responsabilità, ma fa finta di niente”.

Il problema vero, secondo lo psicologo, è che gli adulti hanno “fatto di tutto per rendere precocemente ‘grandi’ i bambini”. Un processo che li ha portati a sviluppare nel tempo “un’autonomia forzata e un distacco- spiega Castelbianco- unitamente a un sentimento di rabbia e di rivalsa”.

“Noi adulti non riusciamo più a trasmettere ai nostri figli dei valori- conclude- non facciamo altro che sminuire le loro azioni, senza dare limiti invalicabili”.

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17 Ottobre 2019
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