mercoledì 7 Ottobre 2026

La marcia da record dei tre fratelli licaoni africani

I tre cani selvatici hanno percorso complessivamente oltre 4.100 chilometri in otto mesi lo scorso anno in Zambia. Anche loro sorelle erano partite, ma due sono morte in viaggio

ROMA – La lunga, lunghissima marcia, dei tre fratelli. I tre cani selvatici africani, come in una storia della Disney, hanno percorso complessivamente oltre 4.100 chilometri in otto mesi lo scorso anno in Zambia, in quella che i ricercatori descrivono come la dispersione più lunga mai registrata per un mammifero del continente. Il tratto più lungo percorso senza interruzioni, 546 chilometri tra il parco nazionale di Kafue, nello Zambia occidentale, e la valle di Luangwa, a est, costituisce a sua volta un record per un singolo spostamento della specie.

Il precedente primato apparteneva anch’esso ai licaoni: nel 2012 un esemplare aveva percorso circa 3.920 chilometri tra il distretto di Ngorongoro, in Tanzania, e il parco nazionale di Tsavo West, in Kenya. La dispersione è la fase in cui i giovani licaoni, raggiunta la maturità, lasciano il branco d’origine per stabilire un nuovo territorio e trovare un compagno, dal momento che gli individui consanguinei non formano nuovi gruppi familiari.

Il viaggio dei tre fratelli è stato documentato dallo Zambian Carnivore Programme, che ha monitorato 19 gruppi distinti di licaoni nell’ambito di uno studio pubblicato sulla rivista Ecology. Tra i gruppi seguiti figurava anche quello delle sorelle dei tre esemplari, il cui percorso ha avuto esito meno favorevole: due di loro sono morte, verosimilmente rimaste intrappolate in lacci da caccia. Prima della loro morte, i due gruppi di fratelli si erano incontrati per un giorno, dopo circa due mesi di viaggio separato, nella regione mineraria del rame dello Zambia, per poi dividersi nuovamente.

La specie, classificata come in pericolo nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, conta oggi circa 6.600 esemplari adulti distribuiti in 39 popolazioni separate in tutta l’Africa. Le principali minacce alla sua sopravvivenza includono la perdita di habitat, la riduzione delle prede naturali, le trappole destinate alla cacciagione e i conflitti con le comunità umane.

Secondo i ricercatori, il caso dimostra che i corridoi naturali tra le principali roccaforti della fauna selvatica africana continuano a esistere, pur essendo sempre più difficili da percorrere. Il dato viene indicato come un argomento a favore degli investimenti in paesaggi interconnessi, in alternativa al modello basato esclusivamente su aree protette recintate – una logica che riguarda anche altre specie, come gli elefanti della savana, le cui rotte migratorie storiche sono sempre più ostacolate dallo sviluppo antropico.

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