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Conte, Di Maio, Zingaretti e Salvini appesi al voto… Giorgia Meloni no

L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – “Il coraggio non mi manca. È la paura che mi frega”, diceva il grande Totò. E quando mancano poco più di due giorni alle elezioni regionali e al referendum sul taglio dei parlamentari, grande è il timore che corre sotto traccia. A partire da quanto potrebbe accadere al Governo.

Tutti, dal presidente del Consiglio fino all’ultimo dirigente dei partiti di maggioranza, spiegano che si tratta di una competizione a livello locale e che pure il referendum è materia parlamentare e non di Governo. A parole. Perché nelle sette regioni interessate – 6 a statuto ordinario (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto) e una a statuto speciale (Valle d’Aosta)- saranno chiamati al voto oltre 18 milioni e mezzo di cittadini. Difficile dire che il risultato non avrà nessuna valenza nazionale e anche sulla tenuta del Governo.

Per M5S e Pd, anche se alleati nella sola Liguria, se la partita finirà almeno con la riconferma in Toscana, Campania e Puglia, allora ci sarà tempo per riorganizzarsi e innovare la squadra di Governo per la nuova fase politica. Tutti dicono di no, di non essere interessati, ma è chiaro che dovendo gestire le ingenti risorse che arriveranno dall’Europa l’interesse politico delle singole forze di Governo, anche in vista delle prossime politiche, difficilmente lascerà tutto il campo al premier. A quel punto, Conte dovrà ‘cedere’ parte della popolarità a chi lo sostiene con i rispettivi voti. In quel caso saranno Di Maio, forse di nuovo capo politico del Movimento, e Nicola Zingaretti, segretario del Pd prima forza della maggioranza.

Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, si sta giocando la partita della vita. Dopo la dura sconfitta in Emilia-Romagna oggi si gioca il tutto per tutto in Toscana, l’unica regione dove è riuscito a piazzare la Lega. La battaglia sarà decisiva e sarà giocata fino all’ultimo minuto. Il tam tam vede i due concorrenti vicini e sentendo gli esperti la partita si giocherà sul filo della ‘pancia’, il voto deciso all’ultimo momento. Se prevarrà la voglia di premiare comunque la buona gestione amministrativa del centrosinistra, anche per come ha affrontato la pandemia, allora ce la farà Eugenio Giani, vecchio politico di esperienza; al contrario, se prevarrà la voglia di cambiare comunque, di metterci la giovane Susanna Ceccardi, allora Salvini potrebbe fare il colpaccio… e salvarsi. In caso contrario, sarebbe evidente la perdita di appeal del Capitano, e nella Lega ci si potrebbe indirizzare verso altre figure, Giorgetti e Zaia ad esempio. Con la prospettiva politica, in questo caso, di avere una nuova Lega più moderata, liberale e di Centro capace a quel punto di tentare l’elettorato di Forza Italia.

Gode Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. Ha grandi possibilità di vincere nelle Marche col suo candidato ed anche in Puglia il ‘suo’ Fitto sta dando filo da torcere all’uscente Emiliano. Al di là del risultato, la leader della destra sta crescendo nei consensi e il suo partito ha buone possibilità, quando arriveranno le politiche, di superare anche il M5S.

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