Arrivi in Sardegna, il Tar dà ragione al governo e stoppa l’ordinanza di Solinas. Lui: “Governo ci discrimina”

L'ordinanza prevedeva test covid per chiunque arrivasse nell'isola. Il governo l'aveva impugnato davanti al Tribunale amministrativo
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CAGLIARI – Sospesa dal Tar l’ordinanza della Regione Sardegna che imponeva test covid per chiunque arrivasse nell’isola. Oggi i giudici amministrativi hanno infatti accolto il ricorso del governo proposto dall’avvocatura dello Stato. L’esecutivo aveva deciso di impugnare il provvedimento firmato dal governatore Christian Solinas, puntando sulla violazione dell’articolo 16 della Costituzione sulla libera circolazione delle persone.

 “Non risulta condivisibile la tesi, sostenuta negli scritti difensivi della Regione, secondo cui le misure in contestazione non inciderebbero sulla libera circolazione delle persone- si legge nel decreto a firma del presidente del Tribunale amministrativo, Dante D’Alessio- prevedendo solo un sistema di verifica e controllo degli ingressi volto ad accertare la presenza del virus per evitarne la diffusione”.

IRA SOLINAS: ‘DA GOVERNO DUE PESI E DUE MISURE, SARDEGNA DISCRIMINATA’

“Il governo ha deciso di impugnare la nostra ordinanza, non per tutela dell’unitarietà dell’ordinamento giuridico, ma per ragioni eminentemente politiche. Tant’è che gli unici provvedimenti impugnati sono stranamente quelli della Sardegna e del Piemonte“. Così il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, in una conferenza stampa convocata oggi a Villa Devoto dopo il pronunciamento del Tar Sardegna, che ha sospeso l’ultima ordinanza regionale nelle parti che riguardano i test Covid per chi arriva nell’isola.

“Le sentenze si rispettano e non si discutono, io vengo da una cultura politica che a questo principio non vuole rinunciare- le parole di Solinas- ma qui si tratta di un atto monocratico del presidente del Tar, e quindi qualche commento si deve fare. Se mai ci fosse bisogno di conferma che viviamo in un Paese il cui governo utilizza due pesi e due misure, questa vicenda è la rappresentazione plastica”. Mentre in Sardegna si impugnano le ordinanze, attacca il governatore, “in altre parti del Paese si adottano atti discriminatori nei confronti dei sardi, prevedendo test e quarantena per chi proviene dalla nostra isola. Non solo: in altre Regioni si copia il modello del passaporto sanitario proposto dalla Regione Sardegna con tanto di annunci e squilli di trombe, come la Regione Lazio che ha richiesto che in alcuni voli su Milano si presentasse il certificato di negatività al virus”. Questo, sottolinea Solinas, “testimonia il fatto che ad alcune Regioni, guarda caso dello stesso colore politico del governo, alcune cose sono consentite, ad altre non solo non sono consentite, ma possono diventare un imbarazzante fastidio che mina la leale collaborazione tra Stato e Regione. Ma se c’è una Regione in Italia che ha sempre cercato la leale collaborazione, soprattutto in questo periodo di emergenza, è proprio la Sardegna. Che non solo ha cercato di gestire al meglio la situazione nel territorio regionale, ma ha sempre proposto dei modelli che si potevano replicare in tutta Italia”.

Ribadisce quindi il presidente sardo: “Io sono tuttora convinto che l’ordinanza 43 rappresentasse un punto di equilibrio tra valori costituzionalmente garantiti. Non voleva essere un freno alla libera circolazione delle persone e non introduce nuovi casi di limitazione di questo diritto. Semplicemente ha l’obiettivo di aumentare lo screening nel nostro territorio per circoscrivere la circolazione virale”. Sul piano giuridico, sottolinea Solinas, la sentenza monocratica del presidente del Tar afferma che “è sì legittimo, da parte delle Regioni, adottare provvedimenti specifici in difesa della salute pubblica in casi di particolare gravità, ma nella fattispecie la diffusione del virus in Sardegna non apparirebbe di gravità tale da giustificare alcune prescrizioni stabilite”. La motivazione costituzionale per Solinas, “non ha dunque fondamento. Non solo. Alla luce di queste parole, è evidente quanto sia grave e colpevole la campagna mediatica e politica che la Sardegna ha dovuto subire nel vedersi indicata, ingiustamente, come Regione-focolaio, quasi come una zona rossa”. Davanti all’accusa di non effettuare un numero sufficiente di tamponi, “è lo stesso Tar invece ad affermare che l’incremento del numero dei contagiati è determinato dall’elevato numero di test effettuati- spiega-. Difenderemo le ragioni della Sardegna nell’udienza prevista per il 7 ottobre, certi di avere fatto tutto il possibile per tutelare la salute dei nostri cittadini e dei nostri turisti”. Rispetto all’operato e all’atteggiamento del governo nazionale, conclude Solinas, “non posso non denunciare una palese discriminazione nei confronti della Sardegna. Piuttosto che offrire paternalisticamente un ‘aiuto ai sardi e alla Regione’ come detto da autorevoli esponenti di Palazzo Chigi, il Governo dia invece un esempio di imparzialità e impugni immediatamente anche le ordinanze di quelle Regioni che hanno adottato provvedimenti palesemente discriminatori verso i sardi. In caso contrario, si renderebbe responsabile di una palese ingiustizia e di un’offesa all’ordinamento giuridico, ma soprattutto, ciò che ci sta più a cuore, al diritto alla salute dei cittadini”.

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17 Settembre 2020
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