Clima, gli studenti contro le penne Bic

I ragazzi del liceo scientifico 'Giotto Ulivi' di Borgo San Lorenzo, Firenze, hanno scritto una lettera all'azienda affinché i loro prodotti diventino il più possibile compatibili con l’ambiente
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FIRENZE – Entrare nell’ottica del recupero per salvaguardare l’ambiente, si può. I ragazzi del liceo scientifico ‘Giotto Ulivi’ di Borgo San Lorenzo, Firenze, hanno scritto una lettera all’azienda ‘Bic’, colosso francese dei prodotti di cancelleria e famosa per la sua penna a sfera, per esprimere il desiderio che i loro prodotti diventino il più possibile compatibili con l’ambiente

Sono state sei le classi a firmare questo messaggio, assieme ai docenti Marco Magherini, Maria Cristina Carlà Campa e Luigi Cenerelli, nell’ambito del progetto di educazione ambientale dell’istituto. 

Oltre ad aver scritto alla sede italiana della compagnia, grazie all’aiuto della docente di lingua francese, Chantal Paluszek, la missiva è stata tradotta e spedita anche al quartier generale di Clichy. Nella lettera i ragazzi affermano di utilizzare in molti i prodotti del famoso marchio di penne a sfera, che da controlli risulta smaltibile soltanto nell’indifferenziato, senza quindi più possibilità di recupero o riciclo.

“Da tempo raccogliamo soltanto i tappi- sottolineano gli studenti- a favore di una ONG Toscana che realizza pozzi in Tanzania. Non usare oggi le enormi potenzialità della raccolta differenziata, al fine del recupero e riciclo, è da ritenersi sbagliato”. 

I ragazzi concludono la lettera chiedendo quali siano le iniziative che ‘Bic’ intende intraprendere, per rendere le penne più compatibili con l’ambiente, recuperando i materiali ed evitando soltanto lo smaltimento.

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17 Settembre 2019
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