Palermo, i ‘buttafuori’ di cosa nostra: 11 arresti

Blitz dei carabinieri, l'accusa è di estorsione aggravata
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PALERMO – Cosa nostra a Palermo riesce in alcuni casi anche a controllare la gestione dei servizi di sicurezza privata nei locali notturni. È quanto emerge dall’operazione ‘Octopus’ che ha portato all’arresto di undici persone da parte dei carabinieri del Comando provinciale su ordine del gip.

L’accusa, per tutti, e’ di estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’indagine e’ della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo siciliano e ha consentito “di cristallizzare – spiegano i carabinieri – le convergenze degli interessi di Cosa nostra, in citta’ e in provincia, sul controllo di importanti aspetti organizzativi legati alla gestione dei locali notturni”.

I ‘buttafuori’ della mafia, che non avrebbero potuto ottenere l’autorizzazione dalla prefettura perche’ gravati di precedenti penali, venivano arruolati formalmente come addetti antincendio attraverso due associazioni di volontari create ad hoc.

Le intercettazioni hanno fatto emergere le estorsioni nei confronti dei titolari di locali notturni di Palermo e provincia ai quali veniva imposta con violenze e minacce l’assunzione dei ‘buttafuori’.

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17 Settembre 2019
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