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Afghanistan, Biden non arretra: “Creare la democrazia non era l’obiettivo, giusto ritirarsi”

Il presidente degli Stati Uniti parla dopo la presa del potere da parte dei talebani: "La missione era centrata su attività di anti-terrorismo"
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ROMA – “Creare una democrazia unificata e centralizzata non è mai stato l’obiettivo” della missione militare dell’esercito degli Stati Uniti e della coalizione Nato in Afghanistan, lanciata nel 2001, all’indomani degli attentati alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre. A dirlo è stato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, nel corso di quella che è stata la sua prima conferenza stampa da quando, ieri, i talebani hanno preso il controllo del Paese entrando nella capitale Kabul e occupando il palazzo presidenziale.

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Biden ha detto che “lo state-bulding non è mai stato l’obiettivo della nostra missione nel Paese”, che per l’appunto, secondo il presidente, “doveva essere centrata su attività di anti-terrorismo” e non “sulla creazione di una democrazia centralizzata e unificata”. L’inquilino della Casa Bianca si è detto “fermamente convinto” che la scelta giusta rispetto all’Afghanistan sia stata “dare seguito agli accordi e ritirare le truppe” dal Paese.

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Secondo Biden, la scelta che gli Usa si sono trovati davanti è stata o lasciare il Paese, come stabilito in un accordo raggiunto con i miliziani in Qatar a febbraio, o “proseguire nell’escalation del conflitto, inviando di nuovo migliaia di truppe nel Paese e scivolare così nella terza decade della guerra”. E intanto in Afghanistan i civili sono nel panico.

UGANDA OSPITERÀ TEMPORANEAMENTE 2MILA PROFUGHI SU RICHIESTA DEGLI USA

Su richiesta degli Stati Uniti l’Uganda ospiterà temporaneamente 2.000 profughi afghani in fuga dal Paese asiatico, tornato domenica sotto il controllo delle milizie di ispirazione islamista dei talebani. A comunicarlo è stato il ministro per i Soccorsi, la preparazione alle catastrofi e i rifugiati del Paese africano, Esther Anyakun.
Il ministro, si legge sul quotidiano Daily Monitor, ha detto che il governo si aspetta di “ospitare temporaneamente” i rifugiati “prima che questi possano essere trasferiti dal governo degli Stati Uniti”. Anyakun ha specificato che l’iniziativa è il frutto di un richieste esplicita di Washington al presidente Yoweri Museveni.

Secondo le autorità di Kampala l’arrivo del primo gruppo di 500 cittadini afghani era previsto per ieri, ma non è si è verificato. Il governo ugandese ha reso noto che i profughi arriveranno sempre a gruppi di 500 e che rimarranno nel Paese per un lasso di tempo previsto di tre mesi. Tutti i costi per la loro permanenza nel Paese africano saranno coperti dall’amministrazione del presidente Joe Biden. L’Uganda, stando ai dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), ospita oggi la più grande popolazione di rifugiati di tutta l’Africa. I profughi o i richiedenti asilo che vivono nel Paese africano sono oltre 1,4 milioni. Più della metà, quasi 900mila, provengono dal Sudan.

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