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R. D. Congo. Shekomba, il candidato presidente che guarda all’Ue

ROMA - "Noi africani siamo più europei che asiatici, altrimenti ora non staremmo parlando in francese. Condividiamo i valori di
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ROMA – “Noi africani siamo più europei che asiatici, altrimenti ora non staremmo parlando in francese. Condividiamo i valori di democrazia e diritti umani”. Così, contattato telefonicamente dall’Agenzia Dire, Alain Daniel Shekomba, candidato alle prossime presidenziali in Repubblica Democratica del Congo, spiega perché sta cercando in Italia e in Europa e non, ad esempio, in Cina, contatti politici per sostenere il suo “progetto di sviluppo”.

“L’Italia è il Paese europeo più vicino all’Africa, e per questo può rappresentare un partner importante per la R.D. Congo- aggiunge Shekomba- insieme all’Europa, affronta il tema delle migrazioni, ma se non consentiamo agli africani di trovare nei loro Paesi le condizioni di vita che cercano, non potremo porre fine ai problemi legati alla migrazione”. “In Repubblica Democratica del Congo- commenta il candidato presidente- si tratta di creare mercati attrattivi per l’Europa e invertire la tendenza migratoria”.

Nato a Kananga nel 1970, Shekomba è laureato in fisica all’università di Kinshasa. Cattolico, impegnato in politica fin dall’università, è membro del Rotary club e ha fondato e diretto diverse imprese di telecomunicazione. Finito nel mirino del regime di Laurent Kabila per le sue attività politiche, è stato a lungo in esilio in Guinea Equatoriale e Sudafrica. Il 6 agosto ha presentato la sua candidatura per le elezioni presidenziali del 23 dicembre, battezzando la sua iniziativa politica ‘Mission Nouvelle’.

Fino a ieri, il politico congolese era in Italia, mentre oggi è a Francoforte, e a settembre tornerà in Europa per nuovi incontri di lavoro. Tra gli appuntamenti già fissati, quello del 21 settembre, quando Shekomba sarà nuovamente a Roma per partecipare a un convegno su ‘Innovazione tecnologica e Difesa’ insieme al vicepresidente del Parlamento Europeo, David Maria Sassoli, e ad altri esponenti della politica europea e italiana e del settore della Difesa.

“Mi piacerebbe che la Repubblica Democratica del Congo non si potesse ridurre alle sue risorse minerarie, voglio mettere al centro la riforma delle istituzioni pubbliche” afferma il candidato presidente Shekomba alla Dire. “Il nostro Paese ha vissuto una colonizzazione diversa dalle altre- prosegue- L’amministrazione è stata costruita per servire un uomo solo, era considerata come una proprietà del re del Belgio”.

È questo assetto istituzionale, retaggio del passato e ancora basato sul privilegio e sul personalismo, che secondo Shekomba costituisce la causa principale dei mali del Paese. “Se non risolviamo il problema della corruzione prima di ogni altro, non potremo ottenere una vera redistribuzione delle risorse- conclude il leader di ‘Mission Nouvelle’- C’è bisogno di una legge severa sulle amministrazioni, perché gli eletti servano prima i cittadini e poi se stessi, non il contrario”.

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