MODENA – Le installazioni che dominavano la valle di Castelvetro, nella collina modenese, sono tutte scomparse e ora anche il Comune si dice sconcertato, oltre a cittadini e turisti. Una delle tre croci era caduta nei giorni scorsi, per il suo legno ormai malconcio, e così la proprietà dell’area, privata, sembra aver optato per la ‘soluzione definitiva’: togliere tutto, in chiave super preventiva.
“Non c’è stato nessun accordo col Comune riguardo la rimozione delle due croci di legno sul monte Tre croci. Ricordiamo che l’area è privata e che l’attuale proprietà ha proceduto in maniera del tutto autonoma, dandone comunicazione al Comune nelle stesse ore in cui avveniva la rimozione”, segnalano gli uffici comunali oggi. Il Comune ribadisce “la propria estraneità ad un coinvolgimento” nell’abbattimento delle due croci, esibendo comunicazioni pec con date e orari di ricezione.
“Abbiamo appreso anche noi con sconcerto e rammarico- fanno sapere da parte della giunta- della repentina decisione presa dalla nuova proprietà dopo il crollo accidentale della prima croce, di rimuovere anche le altre due per supposte ragioni di urgenza e sicurezza. Anzi, dopo l’evento abbiamo subito chiesto un incontro alla proprietà”, già fissato per fine mese.
Ma il rammarico tiene banco. Dicendo di veder “vanificato il proprio impegno messo in campo in questi mesi tramite incontri e sopralluoghi per trovare una soluzione in merito all’utilizzo dell’area delle Tre croci, da sempre frequentatissima meta di visitatori ed escursionisti”, il Comune ricorda che aveva promosso la costituzione di “un gruppo informale di lavoro formato da volontari, il quale si era preso in carico la pulizia dell’area, realizzata lo scorso mese di aprile e un’opera di ristrutturazione delle croci da realizzarsi nelle prossime settimane”.
Un’attività motivata dal fatto che “il Comune ha sempre ritenuto il monte Tre croci un luogo di grande importanza per tutto il territorio, sia a livello storico-culturale che paesaggistico”, valutandone anche eventuali possibilità di tutela. D’altronde il monte Tre croci, o Poggio Croce, o Monte Grande, è riconosciuto come luogo sacro naturale fin dal Seicento, quando fu eretta la prima croce come ex-voto per una grave ondata di peste. Pare che la prima croce seicentesca abbia sempre visto, per mano popolare, la sua sostituzione ogni volta che il tempo e le intemperie danneggiavano la precedente, che doveva rigorosamente essere sepolta con rito puntuale e non distrutta o bruciata. Questo fino al 1980, quando alla singola croce originaria ne furono affiancate altre due, a rappresentare la simbologia del Golgota. Per diversi secoli il monte fu meta di visite, pellegrinaggi e di una festa religiosa nella domenica “in Albis” dopo Pasqua, ma ci sono notizie di cerimonie religiose svolte anche in tempi più recenti.




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