BOLOGNA – Un agente della Polizia penitenziaria e alcuni ispettori “sono stati aggrediti, nel carcere bolognese della Dozza, da un detenuto che pretendeva di essere trasferito, che ha rotto il telefono della sezione sulla testa dell’agente, provocandogli una profonda ferita”. Lo denuncia il vicesegretario regionale del sindacato di Polizia penitenziaria Sappe Francesco Borrelli, aggiungendo che “al momento l’agente si trova in ospedale per le cure del caso assieme a un altro collega aggredito dallo stesso detenuto, che poi, come se non bastasse, ha anche incendiato la cella”.
Commentando l’episodio, il segretario generale aggiunto del Sappe Giovanni Battista Durante e il segretario nazionale del sindacato Francesco Campobasso affermano che “la situazione delle carceri è ormai al collasso a causa del sovraffollamento, poiché ci sono circa 15.000 detenuti in più rispetto ai posti previsti, e la popolazione detenuta è sempre più composta da persone violente, molte delle quali con problemi psichiatrici”.
A questo, proseguono, “si aggiunge la carenza di personale di Polizia penitenziaria, anche se negli ultimi anni si sta cercando di ripianare gli organici con le assunzioni”. Per i due esponenti del sindacato, è necessario “fare qualcosa per deflazionare gli istituti, agendo in particolare sulle misure alternative alla detenzione per i soggetti meritevoli e con fine pena breve, e bisogna togliere dal carcere i malati psichiatrici, perché non vengono curati adeguatamente e creano problemi di sicurezza”.
Sulla vicenda interviene anche la capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Emilia-Romagna Marta Evangelisti, che esprime “la più sincera vicinanza e solidarietà agli uomini e alle donne della Polizia penitenziaria del carcere di Bologna, vittime della grave aggressione avvenuta ieri sera di ieri” e augura agli agenti colpiti “una pronta guarigione”.
Anche il segretario nazionale della Uil Fp Polizia penitenziaria Domenico Maldarizzi dice la sua sull’aggressione, affermando che questo episodio “rappresenta l’ennesima dimostrazione di un sistema penitenziario ormai fuori controllo”.
In una nota in cui esprime “piena solidarietà ai colleghi feriti” e augura loro “una pronta guarigione”, Maldarizzi dichiara che “non possiamo più accettare che il personale continui a pagare sulla propria pelle le conseguenze di una gestione incapace di garantire sicurezza agli operatori”. La situazione dell’istituto bolognese, aggiunge, “è ormai insostenibile: il personale è stremato da continui episodi di violenza, rivolte, gravissimi disservizi dovuti alla mancanza di acqua e di energia elettrica, dal cronico sovraffollamento e da quotidiane offese e minacce, eppure tutto questo sembra non interessare a nessuno”. La Polizia penitenziaria, sostiene l’esponente della Uil, “non può continuare ad essere trattata come carne da macello. Servono immediatamente interventi concreti: incremento degli organici, trasferimento dei detenuti più violenti in strutture idonee, riduzione del sovraffollamento e misure efficaci per garantire la sicurezza del personale”.
Da qui la richiesta del sindacato “al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e al ministero della Giustizia di intervenire con urgenza. Non aspetteremo- conclude Maldarizzi- che si verifichi una tragedia annunciata per prendere coscienza della gravità della situazione”.




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