venerdì 7 Agosto 2026

Addio a Osvaldo Bagnoli, ha fatto la storia con Verona e Genoa

- Vincente, protagonista di imprese storiche, ma mai banale. Già a partire dall'età del ritiro dal calcio, con panchina, lavagnetta tattica e fischietto appesi al chiodo ad appena 59 anni

di Adriano Gasperetti ed Emanuele Nuccitelli

ROMA – Vincente, protagonista di imprese storiche, mai banale. Già a partire dall’età del ritiro dal calcio, con panchina, lavagnetta tattica e fischietto appesi al chiodo ad appena 59 anni. E poi lo scudetto in provincia con l’impresa di Verona, la vittoria ad Anfield Road, nella tana del Liverpool, con l’altra provinciale della sua vita, il Genoa. E Silvio Berlusconi che non lo volle perché era “di sinistra”.

Se n’è andato a 91 anni, con discrezione, Osvaldo Bagnoli, si è spento all’ospedale Borgo Roma della ‘sua’ Verona che lo aveva adottato, lui che invece era nato a Milano il 3 luglio del 1935.

IL MIRACOLO CON IL VERONA

Mezzala o mediano da calciatore, carriera iniziata con il Milan e proseguita tra le altre con Verona, Spal, Udinese, Catanzaro, da allenatore dopo una lunga gavetta ha raggiunto l’apice con le ultime tre squadre allenate, tra il 1981 e il 1994. Centrocampo aggressivo, difesa compatta, circolazione del pallone e improvvise ripartenze, il credo di oggi di molti allenatori ma che ieri lui già applicava e con successo. Arrivato a Verona nel 1981, ottenne subito una promozione, poi un quarto posto e una finale di Coppa Italia e schierando calciatori scartati altrove e rigenerati in Veneto: da Garella a Tricella, a Fanna e Di Gennaro. L’apotesi nel 1984/85, quando centrò gli acquisti giusti con Hans-Peter Briegel e l’attaccante danese Preben Elkjaer Larsen, quello del gol senza uno scarpino nella vittoria contro la Juventus ad ottobre del 1984. Quel Verona prese quasi da subito la testa della classifica, per non lasciarla mai più fino alla fine della stagione.

LA STORIA CON IL GENOA

Nel 1990 il passaggio al Genoa, con cui, pure qui, fece storia. In Liguria rimase meno, due stagioni appena, ma il tempo giusto per conquistare uno storico quarto posto al suo arrivo, miglior risultato della squadra nel dopoguerra, e la qualificazione alla successiva Coppa Uefa. Proprio nella competizione europea il suo Genoa arrivò alla semifinale persa contro l’Ajax, dopo aver eliminato tra gli altri il Liverpool vincendo sul campo di Anfield Road. Due anni anche all’Inter, dopo ottenne subito un secondo posto ma poi dovette scontrarsi con problemi ambientali, soprattutto con i neo arrivati, gli olandesi Wim Jonk e Dennis Bergkamp. Nel 1994 l’esonero inevitabile, coincise con la sua voglia di dire basta, meno scontata, che lo portò anche a rifiutare diverse proposte. Oggi l’addio, accompagnato dal giusto omaggio delle sue squadre più belle, Verona e Genoa, e del calcio italiano in cui ha lasciato un segno indelebile.

“ABBIAMO L’ANIMA IN FUORIGIOCO PER LA COMMOZIONE”

“Tutto il Genoa CFC si stringe alla famiglia esternando il dolore per la scomparsa, all’età di 91 anni, di Osvaldo Bagnoli, protagonista di imprese memorabili nella ultracentenaria storia del club”. Inizia così il comunicato del club ligure per ricordare Osvaldo Bagnoli, che ha allenato i rossoblù dal 1990 al 1992. “Nel formulare le più sentite condoglianze a nome della proprietà, delle gestioni precedenti e della comunità rossoblù, ricordiamo Osvaldo, patrimonio di tutto il calcio italiano- continua la nota- con eterna gratitudine tanto per i risultati ottenuti – un percorso che comprende il quarto posto nel ’90/91 e la semifinale di Coppa Uefa nel ’91/92, – quanto per la straordinaria eredità lasciata in termini di umanità, saggezza e serietà come da cifra identitaria”. Il club pubblica poi una lettera rivolta a Bagnoli: “Carissimo Mago, caro Osvaldo, con le lacrime agli occhi, e l’anima in fuorigioco per la commozione, ti rendiamo il nostro ultimo saluto accompagnato da un grazie grande così. Grazie per averci fatto vivere emozioni indelebili guidando la nostra migliore squadra del secondo dopo guerra. Sei stato una luce accesa per illuminare la direzione, ci hai presi per mano e fatto solcare i cieli d’Europa. Sei stato una fonte di ispirazione inesauribile, come una dinamo, schierando gli schemi del buon senso e di una professionalità fuori classifica. Abbiamo avuto il privilegio di amarti alla follia e di avere un fuoriclasse in panchina e in sede. Fatti, non parole: il tuo stile. Gli insegnamenti che hai elargito rimarranno stampati negli almanacchi del calcio di ogni tempo. Addio. E che la terra ti sia lieve”.

I MESSAGGI DI CORDOGLIO

Tra i messaggi social in memoria di Bagnoli quello di tanti club, come il Milan che in una nota su X scrive: “L’Osvaldo della Bovisa ha iniziato con noi, conquistando uno Scudetto, una Coppa Latina e un Torneo di Viareggio. Era il Milan vincente e glorioso degli anni ’50, il Milan di Bagnoli, di Gigi Radice e del Trap, tutti e tre in seguito grandi allenatori. Condoglianze sincere da tutto il mondo rossonero alla famiglia di Osvaldo Bagnoli”, si legge sul profilo X del Milan. Il Como “esprime le sue condoglianze per la scomparsa di Osvaldo Bagnoli, che ha ricoperto il ruolo di allenatore della squadra giovanile dei Lariani durante la stagione 1974/75 e della prima squadra dal 1975 al 1977. Il club porge le sue sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento difficile”.

MASCHIO: RICORDO DI BAGNOLI A VERONA RIMARRÀ IN ETERNO

“Nei tanti anni vissuti a Verona, di lui ricordiamo la grande umanità, umiltà e semplicità, anche quando partecipava per un saluto a piccoli eventi sportivi a scopi benefici. Di carattere schivo, ma gentile, ha sempre rifuggito la ribalta mediatica e le manie di protagonismo, nonostante fosse il piu grande di tutti e avesse scritto la pagina piu bella dello sport veronese e una delle piu belle del calcio italiano di tutti i tempi. Quello che ha fatto per Verona rimarrà in eterno e sarà per sempre un esempio e un simbolo per tutti”. Ciro Maschio, presidente dell’Hellas Verona Club Parlamento, ricorda così Osvaldo Bagnoli.

A salutare Bagnoli anche le istituzioni.

FONTANA: GIORNO DI GRANDE DOLORE, MISTER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI

È un giorno di grande dolore. La scomparsa di Osvaldo Bagnoli mi rattrista profondamente”, afferma il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. “Ci lascia una persona autentica e un grande allenatore, che ha incarnato un calcio fatto di passione e valori e che, insieme a una squadra straordinaria, ha regalato a Verona il sogno più bello: uno scudetto entrato nella storia. Il mio pensiero va ai suoi familiari, ai suoi cari e ai tantissimi che gli hanno voluto bene- aggiunge-. Osvaldo Bagnoli resterà sempre il grande protagonista dei momenti più belli dell’Hellas. La sua umanità, il suo stile e quella straordinaria impresa continueranno a emozionarci e a farci amare i colori della squadra. Grazie Mister”.

ZANGRILLO: ADDIO OSVALDO, SEI STATO LO SPIRITO DEL MIO GENOA

Le cose semplici sono le più belle. Il calcio di Osvaldo Bagnoli era semplicità e bellezza assoluta. Diceva: ‘Il terzin faccia il terzin’. L’Osvaldo se n’è andato a 91 anni, e per me con lui va via anche un pezzo della mia giovinezza. L’amore per il Genoa me l’ha trasmesso mio papà: è una cosa che ho dentro fin da bambino, ma che con il Grifone di Bagnoli è diventato un amore maturo e viscerale”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.

“Era l’essenza del Genoa: avanti a testa bassa, comunque e ovunque. Quello di Bagnoli era un calcio che non c’è più– prosegue Zangrillo- e questo per una volta credo si possa dire senza naufragare nella retorica. Non è un caso che sia stato lui a rendere la Provincia Campione d’Italia per l’ultima volta. Modesto e riservato, e anche questo nel mondo del pallone lo ha reso unico. A me Osvaldo mancherà, anche perché si porterà dietro quel mio senso di giovinezza. Chi era e cosa faceva lo racconterò sempre ai miei figli, ostinatamente Genoani, proprio come me. A tutta la sua famiglia e ai suoi cari rivolgo le mie condoglianze”.

Foto dal profilo Fb dell’Hellas Verona

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