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“Guerrilla toponomastica” Lgbt a Bari a due giorni dal Gay Pride

Le targhe di alcune delle più importanti vie della città sono state affiancate da cartelli recanti la bandiera lgbtqi+ dedicate a importanti attivisti lgbt della storia italiana e internazionale
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BARI – Via Niccolo’ Piccinni a Bari diventa via Lorenzo De Santis, primo gay visibile di Bari. Corso Cavour dedicato a George Floyd, l’afroamericano ucciso negli Stati uniti. Piazza Massari dedicata alle vittime dell’Aids. Cartelli che vogliono cambiare il nome di alcune strade del centro cittadino barese sono stati affissi la scorsa notte accanto alle intestazioni originarie dalla associazione “Queerrilla group” che ha denominato l’iniziativa “azione di guerrilla toponomastica” a due giorni dal Bari Pride. “Le targhe di alcune delle piu’ importanti vie della citta’ sono state affiancate da targhe, recanti la bandiera lgbtqi+ dedicate a importanti attivisti lgbt della storia italiana e internazionale”, spiegano dall’associazione. Oltre alla targa per George Floyd, ce n’e’ un’altra per le vittime di femminicidio e una per Elisa Pomarelli, lesbica morta assassinata. “Non mancano i riferimenti alla storia di Bari: Varichina, al secolo Lorenzo De Santis, finalmente ha la via che si merita per aver – forse inconsapevolmente – infranto la mascolinita’ tossica – aggiungono gli attivisti – Abbiamo bisogno di una narrazione alternativa della storia, di rendere omaggio a chi ha compiuto qualcosa di grandioso, possibilmente piu’ donne e meno re con l’unico merito di essere nati tali”.

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