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Catalfo: “Lo smart working non deve relegare le donne a casa”

Presentato il documento della task force voluta dalla ministra Bonetti
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ROMA – “Sono fondamentali l’approvazione di una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni, sulla quale il Parlamento è già al lavoro; una seria azione di contrasto all’abuso del part-time involontario spesso imposto alle donne; la promozione di strumenti di conciliazione vita-lavoro; l’introduzione di un salario minimo legato alla contrattazione collettiva nazionale; una formazione continua sia in presenza di un rapporto di lavoro – alla quale potrà contribuire il “Fondo nuove competenze” introdotto con il decreto Rilancio – sia nei periodi di transizione occupazionale, elemento al centro della riforma degli ammortizzatori sociali alla quale sto lavorando; una revisione della disciplina dello smart working, al quale durante la pandemia, sia nel settore pubblico sia in quello privato, hanno fatto ricorso più di 4 donne su dieci“. Lo ha sottolineato la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, in occasione della presentazione del documento della task force voluta dalla ministra Bonetti.

Su quest’ultimo punto, ha spiegato Catalfo, “bisogna intervenire da un punto di vista normativo per tutelare la donna” perché lo smart working “può essere di aiuto per conciliare la vita lavorativa della donna con quella familiare ma non deve essere un modo per relegarla nella cura della casa e della famiglia ed anche del lavoro in contemporanea”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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