VIDEO | “Inferno Poggioreale” tra mafia nigeriana e violenze sessuali

NAPOLI – L’istituto di Poggioreale e’ “l’emblema di come il sistema carcerario in Italia non funzioni. Mi sembra il terzo anello della Divina Commedia di Dante, un inferno”.

Cosi’ Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, dopo un sopralluogo al penitenziario nel centro di Napoli. Tutto il sistema carcerario italiano “e’ caratterizzato – prosegue Di Giacomo – da una disattenzione dell’amministrazione penitenziaria e del mondo della politica” e il ‘sistema aperto’ che nasce per consentire ai detenuti di vivere meglio “e’ una stupidaggine perche’, alla fine, i detenuti piu’ forti sovrastano quelli piu’ deboli con le angherie piu’ impensabili.

Oltre alle violenze classiche, le violenze carnali sono aumentate: su questo l’amministrazione non ci fornisce dati, pero’ da un’analisi fatta con la mia struttura in tutta Italia e con le denunce dei detenuti ci rendiamo conto che sia un fenomeno che sta prendendo una piega veramente molto seria”. “Dal carcere di Poggioreale – sottolinea – si organizzano quelle che saranno poi le eventuali strategie delinquenziali all’esterno. Noi ogni anno troviamo all’interno delle carceri 850 telefoni. In carcere entra assolutamente di tutto e di piu’, questo lo dicono i ritrovamenti. In un anno abbiamo ritrovato undici chili di sostanze stupefacenti”.

Quello che Di Giacomo indica come uno dei problemi principali nelle carceri in Italia e’ “da qualche anno, quello della mafia nigeriana, una mafia molto violenta che gestisce il traffico della droga, ma anche e soprattutto la prostituzione, con delle escalation criminali impensabili come quella di Castel Volturno (Caserta) dove ha indagato anche l’Fbi”. Nella localita’ del litorale domizio “riuscivano a espiantare organi delle povere donne, venute in Italia per altre cose, e a smerciarli negli Stati Uniti”.

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17 Luglio 2019
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