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Cosenza, la denuncia di Di Natale: “La Provincia è ‘occupata’”

ROMA - "Benvenuti nella libera Repubblica della Provincia di Cosenza". Graziano Di Natale ha ormai imparato a sorridere
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ROMA – “Benvenuti nella libera Repubblica della Provincia di Cosenza”. Graziano Di Natale ha ormai imparato a sorridere della vicenda che lo vede protagonista. E che fa apparire l’amministrazione provinciale di Cosenza piu’ impenetrabile del celebre castello kafkiano.

“Inespugnabile dalla legge”, precisa Di Natale, 42 anni, di professione avvocato, di Paola, consigliere provinciale del Pd, “il piu’ votato consigliere della provincia di Cosenza”, ci tiene a sottolineare. Ed ha ragione, perche’ i voti presi, in questa vicenda contano. E’ in forza delle preferenze, infatti, che Di Natale puo’ fregiarsi del titolo di “consigliere anziano” e condurre la sua battaglia contro il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, architetto, esponente di Forza Italia, rieletto alla guida della citta’ alle amministrative di giugno scorso. Qualche mese prima, il 6 febbraio, le dimissioni di 17 consiglieri comunali fanno decadere Occhiuto da sindaco di Cosenza. In quel momento il forzista e’ anche presidente della provincia. A quel punto sei consiglieri provinciali chiedono al Tar di Catanzaro che gli atti amministrativi di Occhiuto siano ritenuti nulli ed illegittimi in quanto depositati successivamente alle dimissioni dei consiglieri comunali di Cosenza. E’ quanto prevede la nuova legge sulle province e le citta’ metropolitane, la n. 56 del 2014.

Di Natale spiega: “A maggio il Tar statuisce la decadenza di Occhiuto da presidente della provincia”. Cosi’ recita il Tar: “Il sindaco cessato dalle funzioni con effetto immediato e’ decaduto altresi’ dalla carica di presidente della provincia, ex art.1 l. n.56/2014”. Di Natale ricostruisce: “Il consiglio provinciale si riunisce e prende atto della sentenza del Tar e della necessita’ di insediare il consigliere anziano per traghettare la provincia all’elezione del nuovo presidente“.

L’esponente del Pd sottolinea che il consigliere anziano non subentra quale presidente della provincia, cosa non prevista dalla legge. Ma solo come reggente per indire nuove elezioni. Di Natale ci tiene a precisare: “Non c’e’ nessuna indennita’ in gioco. Zero”. Eppure, anche dopo la sentenza del Tar, il consigliere anziano non ce la fa a subentrare a Occhiuto, che non lascia la Provincia.

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La sentenza con cui il Consiglio di Stato rigetta l’appello

Viene chiesto un parere al ministero degli affari regionali, che il 22 giugno “ritiene corretta la procedura dell’insediamento del consigliere anziano”. Intanto contro la sentenza del Tar, Occhiuto propone appello al Consiglio di stato richiamandosi a una norma dello statuto della provincia in base alla quale “si puo’ rimanere in carica anche da decaduti. Il consiglio di stato rigetta l’appello e la richiesta di sospensiva cautelare confermando la sentenza del Tar”, ricorda Di Natale.

Il consiglio di stato, infatti, “verifica la causa di decadenza prevista dall’articolo 1, comma 65 della legge 56/2014”. Siamo arrivati al 7 luglio scorso. Dopo due sentenze, e un parere del ministero, il consigliere anziano Graziano Di Natale prova a insediarsi. E lo fa, ricorda, in un clima surreale.

IL ‘BOICOTTAGGIO’

Venerdi’ scorso, 15 luglio. “La convocazione non e’ stata neppure pubblicata all’albo, ho dovuto mandare tre diffide. Hanno provato a boicottarmi in tutti i modi. Nessun ufficio ha collaborato. Gli uffici di segreteria si sono messi in ferie il giorno del consiglio. Ho trovato i microfoni spenti, non c’era neppure il gonfalone, neppure la polizia provinciale a garantire il servizio. Ho dovuto pagare di tasca mia persino i telegrammi per la convocazione”, spiega. Ma alla fine ce l’ha fatta? “Allo stato non mi sono insediato, perche’ Occhiuto ancora materialmente non libera gli spazi. Anzi, ha pure emanato un decreto, l’unico atto a sua firma dopo le sentenze, con il quale indice nuove elezioni. Un presidente decaduto che indice le elezioni. Pazzesco”.

COSA SUCCEDE ORA

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La vicenda avra’ degli sviluppi. Se non altro perche’ Di Natale annuncia di aver “presentato esposto alla Procura della Repubblica per verificare se ci sono reati. E una richiesta di verifica alla Corte dei conti per appurare eventuali danni economici generati dalla presidenza Occhiuto dopo la sentenza del consiglio di stato”. Ma resta tutta in campo una questione di ordine generale. “A Cosenza hanno un valore le sentenze? E c’e’ qualcuno che deve farle rispettare se i destinatari si rifiutano di prenderne atto?”. Il consigliere provinciale si e’ rivolto anche alla prefettura. “Che si e’ dichiarata incompetente- spiega- e mi ha invitato ad andare avanti con le impugnazioni. Ma io mi rifiuto, perche’ qui c’e’ una questione di ordine pubblico, e di garanzia istituzionale che l’ufficio del governo deve assicurare. Una persona dichiarata decaduta dal consiglio di stato, decaduta per la repubblica italiana, continua a fare il presidente. Puo’ farlo?”.

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