TRUMP MINACCIA: “SE L’IRAN SI COMPORTA MALE TORNANO LE BOMBE”
Altalena di tensioni sull’accordo tra Stati Uniti e Iran. Dopo l’annuncio dell’intesa, oggi dal G7 di Evian Donald Trump lancia pesanti minacce a Teheran: “Se non si comportano bene, torneremo a sganciare bombe sulle loro teste”. Un avvertimento durissimo che frena gli entusiasmi sul memorandum. Nelle stesse ore, durante l’udienza generale, è intervenuto papa Leone XIV. Il pontefice ha espresso “soddisfazione” per l’accordo tra Washington e Teheran, auspicando che possa “rafforzare la stabilità nel Medio Oriente e promuovere reali percorsi di dialogo”.
IA. MATTARELLA: “NON DEMONIZZARE IL CAMBIAMENTO MA GOVERNARLO”
“Non demonizzare il cambiamento, ma saperlo governare”. Dal simposio Cotec di Venezia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene sulla crescita dell’intelligenza artificiale. Davanti ai capi di Stato di Spagna e Portogallo, Mattarella ha sottolineato come ogni grande svolta tecnologica porti con sé speranze e timori. L’obiettivo finale deve però rimanere la tutela della dignità umana e del lavoro. “Pochissimi privati travolgono ogni regola”, avverte Mattarella, ricordando che l’algoritmo non deve mai rendere l’uomo marginale: “L’intelligenza artificiale- ha detto- resti sempre al servizio della libertà”.
CACCIA. OPPOSIZIONI CONTRO DDL ‘SPARATUTTO’: “INCOSTITUZIONALE”
Il disegno di legge sulla caccia arriva all’esame del Senato. Il provvedimento, denominato dai critici “sparatutto”, mira a stravolgere la legge 157 sulla protezione della fauna selvatica. Il ddl prevede calendari più estesi, maggior numero di specie cacciabili e possibilità di sparare anche in spiagge e aree protette. In rivolta associazioni ambientaliste e opposizioni. Per il leader Cinquestelle Giuseppe Conte il governo “mette a rischio ecosistemi e specie selvatiche”. Mentre la segretaria del Pd Elly Schlein attacca la maggioranza che “ignora i richiami di Bruxelles varando un provvedimento incostituzionale”. Dall’opposizione pronti circa 1000 emendamenti.
ADDIO AL CARDINALE RUINI, MELONI: “DIFESE IDENTITÀ CATTOLICI”
Si è spento a Roma a 95 anni il cardinale Camillo Ruini, figura chiave della Chiesa e della politica italiana. Storico presidente della Cei dal 1991 al 2007, Ruini è stato il teorico dei “valori non negoziabili”, segnando profondamente il rapporto tra cattolicesimo e società. Immediato il cordoglio delle istituzioni. La premier Giorgia Meloni lo ricorda come “una delle menti più lucide, che ha difeso con vigore l’identità dei cattolici”. Per il vicepremier Antonio Tajani scompare “un grande italiano, strenuo difensore dei valori tradizionali”. Il funerale sarà celebrato domani, alle 16.30 a San Pietro e sarà presieduto da papa Leone XIV.




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