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Squalo vicino alla spiaggia, scatta l’allarme ma era solo una verdesca. Qual è la differenza?

Momenti di panico in spiaggia a causa di uno squalo? No, era solo una verdesca inoffensiva

Pubblicato:17-06-2024 17:10
Ultimo aggiornamento:17-06-2024 17:18
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ROMA – Attimi di paura oggi sulla spiaggia di Marinella di Sarzana, in provincia della Spezia, quando non distante dalla riva è stata avvistata a filo d’acqua la pinna di uno squalo lungo almeno un metro e mezzo, probabilmente una verdesca. La notizia è stata diffusa dallo Sportello dei diritti. Nonostante la specie non rappresentasse alcun pericolo per gli esseri umani, il bagnino di spiaggia ha adottato misure precauzionali per la sicurezza dei bagnanti e ha richiesto l’intervento della Capitaneria di porto di Foce del Magra. Il personale della Capitaneria è intervenuto prontamente, individuando lo squalo tra le scogliere di fronte allo stabilimento. Dopo un breve periodo di confusione dovuto al mare agitato e alla presenza di imbarcazioni, lo squalo ha lasciato la zona, permettendo ai bagnanti di riprendere le loro attività senza ulteriori preoccupazioni.
“Gli squali di fronte all’uomo spesso scappano- spiega Diana D’Agata, veterinary surgeon nel Regno Unito- ma un nostro agire imprevisto può portare alla loro reazione col morso”. Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, rimarca che “con un rapporto di oltre cento milioni di squali uccisi dall’uomo rispetto a quattro uomini uccisi dagli squali ogni anno, sono sempre i primi a subire le conseguenze peggiori. Ma la presenza di un esemplare vicino la costa italiana è pur sempre un pensiero da brivido“.

DIFFERENZA TRA SQUALO E VERDESCA

Ma qual è la differenza tra i due esemplari, lo squalo e la verdesca? Innanzitutto occorre dire che sono tutti e due squali. La verdesca infatti è uno squalo appartenente alla famiglia Carcharhinidae caratterizzato da un corpo snello, pinne pettorali allungate e strette mentre le altre sono corte e appuntite, è anche nota come squalo azzurro per il blu dell’area latero-dorsale, chiara, biancastra quella ventrale, e il suo nome scientifico è Prionace glauca. La verdesca è un grande predatore, i maschi possono raggiungere i 2,82 metri e le femmine anche i 3,3 metri. Mangiano principalmente pesce azzurro e calamari e rispetto ad alcuni simili le verdesche non sono pericolose, ma attaccano solo se spaventate. Stando a quanto sostengono gli esperti, la presenza di questo predatore, quindi, non è pericolosa per l’uomo: la verdesca tende a seguire le imbarcazioni ma non riconosce i bagnanti come una potenziale preda. A dirla tutta, anche i temutissimi squali bianchi non hanno interesse per gli esseri umani perchè non facciamo parte della loro dieta.

COSA FARE PER EVITARE UNO SQUALO IN MARE

Ad aiutarci se avvistiamo uno squalo in mare sono i 9 consigli di Alessandro De Maddalena, docente di Zoologia dei Vertebrati all’Università di Milano-Bicocca, in un’intervista alla Gazzetta. “Per evitare gli attacchi di squali sono ci sono alcune norme, che nella maggior parte dei casi sono tuttavia facilmente intuibili in base al buon senso.


  1. Evitiamo di immergerci da soli o di nuotare al largo.
  2. Evitiamo di immergerci o fare il bagno di notte.
  3. Facciamo molta attenzione a immergerci in acque torbide.
  4. Facciamo attenzione quando ci troviamo in punti dove il fondale digrada bruscamente verso acque più fonde, soprattutto nel caso di zone particolarmente ricche di pesci.
  5. Facciamo attenzione nel caso gli animali presenti nell’area mostrano un comportamento anomalo.
  6. Facciamo attenzione quando siano stati avvistati da poco animali che possano essere considerati prede o cibo tipici degli squali bianchi (tonni, delfini, otarie, tartarughe marine, carcasse di grandi cetacei).
  7. Ancora, facciamo particolare attenzione alle secche, agli stretti, alle acque adiacenti alle isole.
  8. Evitiamo tassativamente di praticare la pesca subacquea quando nelle vicinanze sia stata segnalata la presenza di uno squalo potenzialmente pericoloso.
  9. Mai portarsi dietro pesci fiocinati (tantomeno fissandoseli alla cintola), ma affrettiamoci invece a portarli subito fuori dall’acqua”.

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