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Cibo e donne, uno sguardo nell’immaginario tra arte e letteratura

Il palcoscenico di Feminism, la Fiera dell'Editoria delle Donne, ha ospitato le curatrici e alcune delle autrici di "Generi alimentari. Cibo, donne e nuovi immaginari"
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ROMA –  Il palcoscenico di Feminism, la Fiera dell’Editoria delle Donne, ha ospitato oggi le curatrici e alcune delle autrici di “Generi alimentari. Cibo, donne e nuovi immaginari“, libro edito da Iacobelli, realizzato grazie alla sinergia col concorso letterario nazionale Lingua Madre. “Un piccolo ma denso volume- lo ha descritto una delle due curatrici, Luisa Ricaldone– che nasce dalla constatazione che molte discipline, come la storia e la sociologia, hanno finora giocato un ruolo importante nel descrivere il rapporto tra donne e cibo, mentre l’immaginario artistico e letterario è stato in qualche modo escluso o trascurato”.

Il libro, che contiene saggi di studiose provenienti da discipline diverse ai quali si affiancano tre racconti originali di donne straniere che scrivono in italiano e che negli anni sono risultate vincitrici al Concorso Letterario Lingua Madre, “si prefigge il fine di segnalare queste carenze e di proporre alcuni percorsi, ciascuno sulla base delle competenze specifiche delle autrici”.

Tra i saggi, quello di Cristina Giudice, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Torino, che esplora le espressioni artistiche generate dalle intersezioni tra femminismo e veganismo, in particolare ispirate dal lavoro letterario di Carol J. Adams,”Carne da Macello”. I racconti contenuti nel volume sono opera delle penne vincitrici del concorso Lingua Madre “nato per dare voce- ha spiegato Daniela Finocchi, co curatrice del libro- a chi non ha voce ma che ha molto da dire, come le donne migranti o di origine straniera”. Tra questi il testo di Claudileia Lemes Dias, affermata scrittrice di origine brasiliana e tra le prime vincitrici di Lingua Madre, che trova in un frutto, il mango, il pretesto per narrare il rapporto tra il cibo e una società afflitta dalla povertà. “Il libro- ha affermato Finocchi- è un excursus sulla cucina narrativa delle donne che, dall’ambiente domestico all’ecologia, evidenzia nuovi percorsi e narrazioni. La conoscenza della natura, le pratiche di cura e nutrimento appartengono alle donne e hanno aiutato da sempre il genere umano a sostenersi in ogni angolo della terra”.

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