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A #mandaloaDiRE la preside e il giornalista: Bologna “carogna” e “decadente”, valorizzi urbanistica e famiglie

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L'ex sottosegretario all'Istruzione e preside del liceo Malpighi Elena Ugolini e il giornalista e scrittore Marco Marozzi sono gli ospiti del format Dire sulla città in previsione delle amministrative
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Montaggio video di Davide Landi

BOLOGNA – La città descritta in tre parole e altre tre per indicare come dovrebbe essere o come la si vorrebbe, una cosa da salvare e una da cambiare nei prossimi cinque anni. Infine, una proposta per rilanciare la città dopo il Covid e, immancabilmente, il pronostico su chi sarà il prossimo sindaco di Bologna. Cinque domande in tutto: cinque domande per “#mandaloaDiRE, la rubrica-format che l’Agenzia Dire avvia in vista del voto nel capoluogo dell’Emilia-Romagna.

Gli ospiti di questo appuntamento sono l’ex sottosegretario all’Istruzione e preside del liceo Malpighi Elena Ugolini, e il giornalista e scrittore Marco Marozzi.

UGOLINI: “BISOGNA INCENTIVARE I GIOVANI A FARE FIGLI CON AIUTI CONCRETI”

Di Andrea Sangermano

Una città più verde e con un’attenzione particolare alle giovani coppie e alle famiglie, perché “mettano al mondo più figli“. È la Bologna vista con gli occhi di Elena Ugolini, ex sottosegretario all’Istruzione e preside del liceo Malpighi, intervistata dall’agenzia Dire per il format ‘MandaloaDire’ in vista delle prossime elezioni amministrative sotto le Due torri. In tre parole, elenca Ugolini, oggi Bologna è “bella, un po’ decadente e un po’ anzianotta, con poco verde”. Nel futuro invece, oltre a restare “bella”, la città deve diventare “giovane e nuova, con un bel po’ di verde in più”. Dal suo punto di vista, della Bologna di oggi Ugolini salverebbe “assolutamente piazza Maggiore, perché è un posto meraviglioso. Vorrei invece cambiare le periferie, renderle più belle e abitabili, buttando giù quello che è su ma non si sa perché”.

E guardando al futuro, l’ex sottosegretario pensa soprattutto ai bambini, ai ragazzi e alle giovani famiglie, adeguando il sistema del welfare cittadino alle nuove esigenze dettate anche dall’uscita dalla pandemia. “Bisogna aiutare i giovani a fare famiglia e a mettere al mondo dei figli– sostiene Ugolini- aiutandoli concretamente a conciliare il lavoro con la necessità di stare vicino ai propri bambini. Siamo una delle città con la più bassa natalità al mondo e non c’è futuro se non ci saranno bambini e giovani che potranno costruire il futuro”. Anche per questo, sostiene la preside, “non possiamo essere rigidi nel pensare al modo in cui aiutare le famiglie, perché ad esempio per una mamma medico l’asilo va bene fino a un certo punto, se fa i turni“. Quindi, sostiene Ugolini, “occorre pensare a una conciliazione tra scuola, lavoro e famiglia che metta tutti davvero nelle condizioni di poter mettere al mondo dei figli e costruire il futuro”.

Alla luce di tutto questo, chi deve essere allora il prossimo sindaco di Bologna? “Una persona competente– risponde Ugolini- che ha lavorato nella vita, che ha costruito e ha raggiunto degli obiettivi, che sa fare squadra e sa valorizzare il buono che c’è, dando una prospettiva internazionale a questa città che ha tante possibilità e ha un ruolo strategico, anche solo per la posizione in cui si trova”.

MAROZZI: “VINCERÀ LEPORE, MA SAREBBE STATO MEGLIO SASSOLI, O STEFANINI”

Di Vania Vorcelli

Il primo quotidiano o una prestigiosa testata italiana che vi viene in mente? Di sicuro è nel curriculum di Marco Marozzi, giornalista di lunghissimo corso, scrittore, fonte inesauribile di aneddoti su una città, Bologna, che conosce pietra per pietra. Bologna “bella e carogna”, come scriveva in libro uscito qualche anno fa in cui ripercorreva la storia del capoluogo emiliano attraverso una carrellata di personaggi più o meno famosi che negli anni ha incrociato per lavoro o ai quali era legato da rapporti di amicizia, come Lucio Dalla.

Bologna per Marozzi, intervistato per #mandaloaDire, è sempre “carogna”, una città talvolta cinica, che non perdona, di sicuro “arrogante”, ma anche “generosa”. Da cronista (per l’Ansa, Il Giorno, Repubblica, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, L’Europeo, Corriere di Bologna e Avvenire-Bologna sette) prevede la vittoria di Matteo Lepore alle comunali, ma sogna che a guidare la città sia uno della sua generazione, il patron di Valsoia Lorenzo Sassoli de’ Bianchi o il numero uno di Unipol, il cooperatore Pierluigi Stefanini, due personalità che molti avrebbero voluto vedere a Palazzo D’Accursio, che sono state corteggiate e inseguite dalla politica, ma che non si sono mai messe in gioco per fare il sindaco.

Per descrivere la Bologna del futuro, la città che vorrebbe, Marozzi sceglie altre tre parole: “Solidale, comunitaria, colta ‘davvero’“. Se c’è una cosa da salvare sotto le Due Torri, per il giornalista è il “servizio sanitario”. Da cambiare, invece, “la gestione del traffico” e la “pulizia della città”.

Per uscire dalla crisi economica innescata dallo scoppio della pandemia, Bologna, secondo Marozzi, dovrebbe “inventarsi un’urbanistica che sia davvero inclusiva e, per quanto possibile, a dimensione d’uomo: nel senso di far lavorare il più possibile gli uomini rispettando le macchine, invece del contrario”. A pochi giorni dalle primarie del centrosinistra, che vedono la sfida tra Matteo Lepore e Isabella Conti, il giornalista bolognese punta sull’assessore alla Cultura del Comune di Bologna. “Per i prossimi cinque anni, spero per Bologna per i prossimi dieci anni, suppongo che sarà Matteo Lepore a guidare la città”, è la sua previsione. Ma sognare non costa nulla e Marozzi sogna in ‘grande’.

“Purtroppo sogno con della gente della mia età, sennò vorrei delle persone come Lepore o anche più giovani. Quindi, direi uno come Lorenzo Sassoli o come Pierluigi Stefanini. Per un motivo molto semplice, che sono dei signori della città, ma non sono riusciti o non hanno mai voluto governarla”, dice. “Sassoli è un medico che si è fatto imprenditore, esperto d’arte, di sinistra, mai stato, per ovvi motivi, comunista. Pierluigi Stefanini è sempre stato comunista, negli ultimi decenni non è che l’abbia molto dimostrato”, è la chiosa pungente di Marozzi.

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