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L’associazione familiari delle vittime di Ustica chiede a Draghi la collaborazione dei ‘Paesi amici’

ustica museo bologna
Lunedì convegno alla Camera verso il 41esimo anniversario. Bonfietti: "Sarà un momento di riflessione sul ruolo oggi delle associazioni e delle istituzioni coinvolte nella vicenda"
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ROMA – Un impegno per la “affermazione definitiva” della verità sulla strage di Ustica. Lo chiedono al Governo l’associazione dei familiari delle vittime, che persero la vita quella sera del 27 giugno di 41 anni fa, e i deputati Pd Walter Verini e Andrea De Maria. Se n’è parlato ieri pomeriggio alla Camera, dove Verini e De Maria hanno affiancato la presidente dell’associazione, Daria Bonfietti, e dove lunedì si terrà un convegno che ricorderà la strage.

Spiega Bonfietti, che sul volo civile Itavia perse un fratello: “Il convegno che terremo lunedì, con esperti e storici, per ricordare il 41esimo anniversario della strage si terrà qui alla Camera, con il presidente Roberto Fico che ha accettato di buon grado e organizzato in prima persona l’iniziativa. Ci lavoriamo da un anno, da quando Fico- ricorda Bonfietti- venne a visitare il museo della memoria di Ustica a Bologna, e sarà un momento di riflessione sul ruolo oggi delle associazioni coinvolte nella vicenda Ustica, oltre alla nostra, e su quello delle istituzioni“. Dunque, consumata la vicenda giudiziaria, centrata sull’ormai famoso “episodio di guerra” nel cui ambito andrebbe ricollocato il disastro di quella sera che 41 anni fa provocò 81 morti, nel tratto di mare tra le isole Ponza e Ustica.

ustica museo bologna

Incalza Verini: “La verità su Ustica la conosciamo tutti, e ora è giusto interpellare il presidente del Consiglio dei ministri“, Mario Draghi, “affinché nei confronti dei ‘paesi amici’ in sede Nato si possa trovare quel timbro alla collaborazione che manca, per dare un nome e un cognome a quegli aerei che quella notte abbatterono il Dc-9. Ricordo, in questo ambito, che il fu il primo Governo Prodi a ottenere da Javier Solana, segretario generale della Nato, i tracciati di quella notte, in cui si vedeva tutto tranne le sigle degli aerei”.

Per Verini e De Maria va dunque chiesto, su un piano squisitamente politico, “un rinnovato impegno del Governo“. Il secondo aspetto riguarda invece la cosiddetta direttiva Renzi: “Fu un passo in avanti importante verso il disvelamento della verità- aggiorna Verini- ma oggi chiediamo che il comitato che sovrintende quella direttiva venga rivitalizzato. Bisognerà rinominare un sottosegretario o comunque una figura che, con pazienza, segua i lavori del comitato. Bisogna anche far sì che tutto il materiale venga desecretato e consegnato all’archivio di Stato, altrimenti la direttiva Renzi, innescata dalla spinta delle associazioni dei familiari e della città di Bologna, rischia di rimanere un’incompiuta, al di là delle volontà di tutti noi”.

In tutto questo, mentre lo stesso De Maria rimarca che ci sono già state istanze dem a tema nei confronti del ministero degli Esteri “e se servirà ce ne saranno altre”, conviene Bonfietti: “A livello diplomatico e politico, credo si debba avere la volontà politica di chiedere di più. La magistratura il suo lo ha già fatto, se alle rogatorie internazionali non rispondono non è che possa fare molto altro. È la politica italiana– puntualizza la presidente dell’associazione dei familiari delle vittime- che dovrebbe dire ‘mi piacerebbe che i francesi rispondessero in modo non così evasivo’, diciamo”.

Infine, non manca un cenno sui presunti nessi tra Ustica e la strage alla stazione di Bologna, riproposti in un qualche modo anche da libri recenti. Smentisce Bonfietti: “Ho sempre cercato di essere critica nei confronti delle istituzioni, ma io credo nello Stato e accetto le regole del nostro paese. La magistratura mi ha detto che il Dc-9 è stato abbattuto nell’ambito di un episodio di guerra aerea, e questa è la verità. La magistratura studia e ha gli strumenti: poi, possiamo anche pensare- sbotta Bonfietti- che sia stato un Ufo, che la Terra sia piatta e che la Shoah non ci sia mai stata. Credo invece che sia corretto rifarsi alle verità giudiziarie cui arrivano i magistrati, perché quelle sono”.

presidente dell'associazione famigliari vittime di ustica Daria Bonfietti

Lo scandisce ancora Bonfietti: “Oggi, o meglio già dalla sentenza del 1999, possiamo dire che il Dc-9 non ha avuto rapporti con la strage alla stazione di Bologna. Il giudice non ne ha trovati. Qualcuno chiede la desecretazione degli atti per trovare connessioni? Dal nostro punto di vista non ci sono connessioni, se per qualcuno ce ne sono può scrivere dei libri, o fare quel che gli pare. Noi non vediamo elementi per collegare Bologna a Ustica”. Aggiunge anche De Maria: “In questo contesto, ricordo che la cosiddetta pista palestinese da noi è stata sempre contrastata. Viene riproposta- precisa De Maria citando il processo in corso a Bologna sui finanziatori della strage alla stazione- proprio nel momento in cui sul 2 agosto si stanno individuando i mandanti dopo aver individuato gli autori, terroristi neofascisti”.

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