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L’Aquila, Jacopo Petrocco e la sua ‘didattica’ per sciatori disabili

Jacopo Petrocco
Il ragazzo di Scanno nato con tetraplegia intervisto dai ragazzi del liceo Vico di Sulmona
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L’AQUILA – Jacopo Petrocco è un 29enne di Scanno, in provincia de L’Aquila, con un sacco di cose da dire. È quello che hanno pensato gli studenti e le studentesse del liceo ‘Vico’ di Sulmona che, nell’ambito del progetto ‘Racconti democratici’ con diregiovani.it, hanno deciso di intervistare proprio lui. Jacopo Petrocco ha una tetraparesi spastica distonica dalla nascita, una patologia che gli impedisce il regolare uso di gambe e braccia.

“Nel momento in cui ti confronti col mondo esterno– racconta ai giovani intervistatori- ti rendi conto che ci sono diverse reazioni, c’è chi è positivo verso di me, chi è negativo, chi addirittura ha paura di affrontare la diversità e scappa e chi proprio non ti considera. Però io continuo a combattere, mostrando me stesso nella mia integrità. Attraverso lo sport cerco di abbattere questo stereotipo”.

Jacopo Petrocco, infatti, ha una smisurata passione per lo sci. Una passione ispirata dal padre istruttore e che ha continuato a coltivare fino a mettere a punto una tecnologia e una didattica per affrontare “anche piste di una certa ripidità” con il suo monosci, spiega alla Dire Luca Sarmiento, direttore della scuola ‘Math Academy’ di Pescocostanzo frequentata dal giovane di Scanno. In poche parole, Jacopo Petrocco ha preso il monosci (cioè lo strumento che permette a sciatori con disabilità di sciare da seduti: uno sci, appunto, attaccato a una piastra e sormontato da un guscio dentro cui infilare le gambe) e l’ha riadattato alla sua corporeità, con lo scopo di essere maggiormente autonomo e attivo nella pratica: “Siccome ho la compromissione di tutte e quattro gli arti, ho creato una barra di stabilizzazione che mi permette di non cadere”; a ciò si aggiungono “due stampelline chiamate stabilizzatori che consentono di impostare la curva” dettaglia Petrocco; in più, alle sue spalle c’è un manubrio, controllato all’occorrenza da un tutor ‘normodotato’ che lo accompagna. Di fatto, spiega ancora Sarmiento che da anni conosce Petrocco e ne ha sposato le idee operative “è Jacopo a fare tutto e soprattutto è Jacopo a sapere quanto inclinarsi e come usare il suo corpo”.

E veniamo quindi alla didattica. Lo stesso Sarmiento è convinto che funzioni dal momento che ha visto il giovane all’opera: “Jacopo venne da me anni fa dicendomi di avere elaborato una didattica per insegnare l’uso del monosci a persone con disabilità, come la sua ma non solo. Ed effettivamente è così perché Jacopo sa svolgere una funzione di dimostratore tecnico ed emotivo, cosa che di certo non può fare un maestro normodotato che scia perfettamente su due gambe. I corsi che la normativa di settore prevede per specializzarsi nell’insegnamento a sciatori con disabilità non sono sufficienti, a mio avviso. È una questione di empatia e di vera inclusione, si tratta di far fare all’alunno con disabilità un’esperienza di apprendimento che sia arricchita dalla completa identificazione col maestro”.

La figura che può garantire tale esperienza è quella che Petrocco chiama, appunto, di “dimostratore”: “Un tutor specializzato e disabile, non necessariamente un maestro, che affianchi il maestro ‘normodotato’ e affronti con l’alunno disabile le sue problematiche dal medesimo punto di vista”. A dicembre 2020, il Collegio regionale dei maestri di sci d’Abruzzo – l’organo che ha competenza diretta in materia di formazione degli istruttori iscritti all’albo dei professionisti – ha deciso di conferire a Jacopo Petrocco un brevetto ‘ad honorem’ come dimostratore di sci da seduto “per l’amore e la passione per la nostra disciplina e il contributo dato alla nostra categoria” ha motivato alla Dire il presidente Francesco Di Donato. Il suo maestro ne è certo: “Jacopo è una ricchezza per la nostra scuola e io continuerò a sostenerlo”.

L’intervista del ‘Vico’ a Jacopo Petrocco è disponibile sul sito de ‘La scuola fa notizia‘, il portale di giornalismo studentesco dell’agenzia Dire e diregiovani.it.

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