Senegal, due soldati uccisi a Casamance dalle mine antipersona

Il Covid ha frenato la rimozione delle mine nella regione, per 20 anni teatro di scontro tra separatisti ed esercito: riprenderanno nel 2021
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ROMA – Le mine antipersona continuano a uccidere in Casamance, una regione meridionale del Senegal teatro per oltre 20 anni di un conflitto tra gruppi separatisti ed esercito.

Le ultime vittime in ordine di tempo sono due militari, colpiti a morte lunedì dallo scoppio di una mina al passaggio del veicolo sul quale viaggiavano. Nell’esplosione altri due soldati sono rimasti feriti. La settimana scorsa otto esponenti delle forze armate erano rimasti feriti in un incidente simile.

1,2 MILIONI DI ETTARI DA SMINARE

Il ministero della Difesa ha sostenuto che, nonostante si continuino a verificare esplosioni, le operazioni per sminare la zona e favorire il ritorno della popolazione nella regione continuano “conformemente agli obiettivi fissati”. Il Senegal è uno dei Paesi firmatari della Convenzione di Ottawa per la proibizione dell’uso delle mine, sottoscritta nel 1982. Secondo il Centre national d’action antimine du Sénégal, restano da bonificare ancora 1,2 milioni di ettari di territorio. Il termine delle operazioni di rimozione delle mine, sospese a causa della pandemia di Covid-19, è previsto entro marzo 2021.

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