Salvini stringe ‘patto’ con Trump e Di Maio si morde le mani

"Colpa nostra, colpa del Movimento se oggi Salvini è negli Stati Uniti per accordarsi con Trump". E' sconsolata la fonte qualificata del M5S che parla della trasferta americana di Capitan Salvini
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Colpa nostra, colpa del Movimento se oggi Salvini è negli Stati Uniti per accordarsi con Trump”. E’ sconsolata la fonte qualificata del M5S che parla della trasferta americana di Capitan Salvini. “Siamo sempre stati noi i referenti dell’amministrazione americana, per i trascorsi di Casaleggio padre e per i rapporti che si sono stretti- spiega- fino a quando non abbiamo fatto quella stupidaggine… di aprire ai cinesi per la ‘Via della seta‘”. Errore gravissimo, perché “per Trump più che Putin sono i cinesi i nemici numero uno“. E’ stata l’occasione presa al volo dal leader della Lega, grazie anche ai pessimi rapporti che la Germania di Merkel e la Francia di Macron hanno con l’amministrazione Trump. I leader europei sono una spinta nel fianco americano non solo sul versante della bilancia commerciale ma anche perché spingono per creare un esercito comune europeo. Cosa impensabile, perché metterebbe in secondo piano la leadership militare americana. Così oggi Salvini, grazie anche al Governo giallo-verde, anche questo critico con l’Europa, può presentarsi come uomo fidato degli interessi americani dentro le istituzioni europee. “Lo sappiamo- dice ancora la fonte del M5S- come sappiamo che Salvini è lì per chiedere anche il via libera ad un eventuale governo presieduto da lui. Per questo, vedrete, le dichiarazioni che farà spingeranno in una sola direzione: Salvini sta sempre con gli americani ed è un super tifoso del presidente Trump. Ribadirà fedeltà, spiegherà che i rapporti con Putin servono solo per ‘rompere’ l’asse tra Russia e Cina, che l’Italia spinge sull’ammodernamento tecnico e militare”. Tradotto più soldi per le armi americane. Ma gli Usa sono pragmatici, misurano la fedeltà sui fatti e non solo sulle dichiarazioni. E uno dei terreni dove questa fedeltà si misura è proprio l’ambito militare. Gli Stati Uniti dalla Siria se ne vogliono andare… se chiederanno all’Italia di rimpiazzarli che succederà?

LEGGI DIRE OGGI DEL 17 GIUGNO

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

17 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»