VIDEO | Poste, utenti non informati dello sciopero: arriva l’esposto ai pm

MILANO – “Le Poste non hanno informato i cittadini e gli utenti provocando disagi e resse non prevedibili nonostante lo sciopero fosse indetto ben due mesi prima, l’8 aprile scorso”: è successo lo scorso 3 giugno e l’associazione consumatori utenti (Acu) è decisa a non lasciar correre. Quel giorno “ha fatto emergere una grave mancanza di informazione preventiva nei riguardi dell’utenza, contrariamente a quanto previsto dalla legge e a causa della quale i cittadini si sono recati, totalmente ignari, agli uffici postali”. Ma è stata anche la ‘spia’ di un altro allarme, quello sul declino di Poste che allarma l’Acu. E che oggi, convocando la stampa a Milano, ha deciso di rilanciare la sua ‘offensiva’ sul tema. 

Acu ha chiesto chiarimenti a Poste sul ‘blackout dello sciopero‘ e iniziative di verifica alla commissione di garanzia sugli scioperi e all’Agcom. “Abbiamo sollecitato l’autorità di garanzia per lo sciopero e ci ha risposto, dopodiché ha chiesto a Poste di dare informazioni ma ad oggi non ce le hanno ancora fornite e sono passati circa 10 giorni”, lamenta il presidente nazionale di Acu, Gianni Cavinato. E’ stata sollecitata anche l’Agcom, “ma non ci ha ancora risposto. Ora attenderemo fino a fine giugno e se nessuno ci risponde faremo un esposto alla Procura della repubblica”, annuncia. 

Un’altra questione è rappresentata dal cortocircuito informatico che ha bloccato Poste proprio il giorno dello sciopero. “Il fatto che questo sia accaduto lo stesso giorno dello sciopero non lascia tranquilli”, racconta Cavinato. “Perché- spiega- ci fa pensare che forse la capacità di gestione di un’azienda così grande non sia adeguata, ed è per questo che noi riteniamo sia opportuno indagare su queste situazioni”.

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17 Giugno 2019
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