VIDEO | FOTO | Dall’Uganda la storia del piccolo Ronald: “Ho il tumore, mi curerò grazie a Afron”

Nei Paesi sviluppati guariscono tra i 7 e i 9 piccoli ammalati su dieci, mentre in Uganda il 47 per cento non ce la fa
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ROMA – “Grazie alla campagna di screening offerta da Afron, ora posso curare mio figlio Ronald, affetto dal linfoma di Burkitt”. Henry è uno dei tanti papà che non possono fornire cure per questo tipo di tumore, che in Uganda risulta particolarmente diffuso tra i bambini.

Afron e la lotta al linfoma di Burkitt in Uganda: “Si cura informando”

Nei Paesi sviluppati guariscono tra i 7 e i 9 piccoli ammalati su dieci, mentre in Uganda, secondo dati diffusi dal governo, il 47 per cento non ce la fa. A rendere questa malattia così letale sono la mancanza di disponibilità economica delle famiglie e di strutture mediche, ma anche “la grave carenza di informazione”, come spiega alla ‘Dire’ Titti Andriani, presidente di Afron – Oncologia per l’Africa Onlus, che nel nord del Paese ha appena concluso, nell’ambito del progetto ‘Able+’, una campagna informativa e di screening gratuita che ha coinvolto tre ospedali e 1.510 bambini. Convinta di questo, Andriani, che da tempo lotta contro i tumori in Uganda, ha accettato l’invito dell’emittente locale ‘Radio Pacis’ per dare notizia dell’iniziativa che stava conducendo negli ospedali di Kuluva, Omugo e Angal, portata avanti in collaborazione con lo staff medico, con la Onlus Soleterre  e con il St. Mary Hospital di Lacor, da dove ha preso le mosse il progetto ‘Able’ nel 2018. Ed Henry, il papà di Ronald, in quel momento fortunatamente era all’ascolto.

“Ho portato subito Ronald all’ospedale di Kuluva. I medici mi avevano prescritto esami costosi, ma non ho potuto farli perché sono disoccupato. I miei genitori- racconta ancora l’uomo- sono morti e non ho nessuno su cui contare. Ora invece, grazie al sostegno di Afron e dei medici di Kuluva, Ronald riceverà tutte le cure di cui ha bisogno“.

Oltre a Ronald, anche ad altri 7 bambini è stato diagnosticato il linfoma di Burkitt, e come fa sapere Afron saranno tutti seguiti dalle strutture ospedaliere locali.

Tra i sintomi più comuni del linfoma di Burkitt c’è il rigonfiamento di alcune parti del volto: “Il problema è cominciato dai denti” ha raccontato ancora Henry. “Ronald soffriva molto, gli facevano male. Dopo tre giorni, la guancia destra si è gonfiata. Mi hanno prescritto delle medicine ma si sono rivelate inefficaci”. Come torna a spiegare la presidente di Afron, “nella lotta ai tumori la diagnosi precoce è vitale. Per questo è fondamentale informare le persone dell’esistenza del linfoma di Burkitt, dei sintomi, e delle strutture a cui rivolgersi”.

Titti Andriani, durante la missione nell’Uganda settentrionale, ha anche coordinato degli incontri informativi insieme allo staff medico locale, rivolti sia agli adulti che ai più piccoli.

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17 Giugno 2019
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