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Tragedia Messina, Berlusconi: “Il piccolo Francesco non è morto invano”

Da Berlusconi un commento sui due fratellini che hanno venerdì hanno perso la vita a Messina
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ROMA – Venerdì 15 giugno all’alba due ragazzini di 13 e 10 anni sono morti nel rogo che si è sprigionato nell’appartamento in cui vivevano nel centro di Messina. Dall’incendio, che potrebbe essersi sviluppato a causa di una presa difettosa in cucina, sono riusciti a fuggire i genitori, che prima di uscire dalla casa hanno potuto portare in salvo i due figli più piccoli, di 5 e 8 anni. Non Francesco Filippo, di 13 anni, e Raniero, 10. A quanto riferito da un parente della famiglia, che ha gestito le chiamate ai Vigili del fuoco e preso parte alle operazioni di soccorso (era salito su un cornicione per tentare di aiutare), il ragazzo di 13 anni, Francesco Filippo, era riuscito a raggiungere la porta dell’appartamento. Ma essendosi accorto che il fratello minore, Raniero, di 10 anni, era rimasto intrappolato, è tornato dentro. I due bambini, è emerso oggi dall’autopsia, sono morti per intossicazione a causa del troppo fumo presente nell’appartamento. Quando sono arrivate le fiamme erano già morti.

Oggi il leader del centro destra Silvio Berlusconi decide di intervenire con una lettera aperta sulla vicenda che, dice, lo ha colpito molto personalmente. L’intervento è stato inviato a ‘Il Giornale’.

BERLUSCONI: “IL GESTO DI UN BAMBINO DIMOSTRA CHE ESISTE UN’ALTRA ITALIA”

“Non c’è nulla di più triste della morte di un bambino. Ma quanto è accaduto a Messina, nella tragedia, ha un valore profondo, che mi ha davvero colpito, come immagino abbia colpito ogni italiano”. Così Silvio Berlusconi, in una lettera pubblicata su ‘Il Giornale’, si è rivolto ai genitori dei due piccoli morti a Messina nelle fiamme divampate nella loro casa.

“Il coraggioso gesto del piccolo Francesco Filippo– continua- che ha perso la vita nel tentativo di salvare da un incendio il fratellino Raniero – un atto che sarebbe ammirevole in un adulto – è addirittura emozionante e commovente perché compiuto da un ragazzo di soli 13 anni.

“Sono vicino al dolore e all’angoscia dei genitori e dei familiari. Da genitore, posso immaginare cosa significhi perdere dei figli, soprattutto in un’età così giovane. Non credo possa esistere nella vita umana un dolore più profondo. A loro posso solo dire una cosa: devono essere fieri di avere avuto un figlio come Francesco, dell’educazione che gli hanno dato, dei valori che hanno saputo trasmettergli”. 

“Questo non lenirà il dolore del papà e della mamma- scrive poi Berlusconi- ma devono sapere che Francesco non è morto invano, anche se non è riuscito a salvare il fratello: il suo sacrificio ricorda a tutti noi, in qualsiasi età della vita, che esistono valori e sentimenti profondi, irrinunciabili, assoluti, che proprio per questo vanno al di là della vita stessa. In una società che ci appare dominata dall’egoismo, dall’indifferenza, dalla disonestà, dalla sopraffazione, un gesto di un bambino ci dimostra che esiste un’altra Italia, fatta di generosità, di solidarietà, di coraggio, di spirito di sacrificio e soprattutto amore. Il gesto di Francesco è il simbolo di quest’Italia, e non dev’essere dimenticato: mi auguro- conclude il leader di Forza Italia- che la scuola media da lui frequentata sia dedicata al suo nome, e che la sua storia venga raccontata in tutte le scuole d’Italia”.

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