Sanità, a Reggio Emilia 67 ricercatori a rischio: la Cgil li sostiene

BOLOGNA - Sono 67 i precari di Reggio Emilia che
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BOLOGNA – Sono 67 i precari di Reggio Emilia che dall’1 gennaio rischiano di rimanere senza lavoro e la Fp-Cgil cittadina sostiene la mobilitazione proclamata dal Coordinamento nazionale dei ricercatori precari della sanità pubblica per martedì prossimo nei Centri di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) pubblici italiani. “Stabilizzazione e contratto di lavoro” sono le parole d’ordine dell’iniziativa, ricorda il sindacato, che porteranno i precari di Reggio davanti all’ospedale Santa Maria Nuova e al Core.

“La recente approvazione del Testo unico sul pubblico impiego- sostiene la Fp-Cgil- non dice nulla sul loro futuro occupazionale: il Governo dimostra la totale mancanza di volontà ad affrontare e risolvere questa problematica e non considera il lavoro pubblico in sanità e chi lo garantisce 365 giorni l’anno, come una risorsa ma come un costo da sacrificare sull’altare della tenuta dei conti pubblici”. Al momento, infatti, “non c’è prospettiva stabilizzazione per queste figure altamente specializzate, vittime anche degli effetti collaterali del Jobs act”.

A Reggio Emilia 67 precari della ricerca, molti dei quali garantiscono anche continuità assistenziale, “rischiano di perdere il lavoro dall’1 gennaio 2018, con gravissime ricadute sulla sostenibilità della ricerca sanitaria pubblica per la nostra città, da tutti riconosciuta come una eccellenza che qualifica il sistema sanitario provinciale”.

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