Ecco TrivAdvisor, raccoglie le segnalazioni di trivelle in mare

ROMA - "Ti piacerebbe vedere delle piattaforme petrolifere
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

trivellazione adriaticoROMA – “Ti piacerebbe vedere delle piattaforme petrolifere in alcuni dei paesaggi marini più belli d’Italia? Fare una nuotata vicino a un pozzo? Ti faresti un selfie con dei gabbiani sporchi di petrolio? Questo è il futuro che vuole darci il Governo: lo sfruttamento di fonti vecchie e sporche come il petrolio anche nei nostri mari è diventato il fulcro della strategia energetica italiana”. Greenpeace lancia la piattaforma ‘TrivAdvisor’, la nuova campagna firme dell’associazione ambientalista “per un futuro senza trivelle”.

Proprio come su Tripadvisor, il portale web dedicato ai viaggi e alle recensioni dei viaggiatori, su ‘TrivAdvisor’ “puoi controllare le recensioni e scegliere la meta italiana con la più alta probabilità di sversamento petrolifero“, scrive Greenpeace.

Tante le località da cliccare da Otranto, a Capo Rizzuto, a Siracusa, a Vasto fino a Venezia: “da quest’anno possibile, grazie allo Sblocca Italia- prosegue Greenpeace- Nell’Alto Adriatico italiano la ricerca e l’estrazione di petrolio e gas erano vietate dal 1991, per i rischi di subsidenza dei territori. Il governo Renzi apre a ‘progetti sperimentali di coltivazione’: per accelerare l’affondamento della città?”, conclude l’associazione ambientalista.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»