Università. Giovanni Puoti nuovo presidente del cda di Unicusano

ROMA  - Presentato questa mattina il nuovo Consiglio di amministrazione dell’università Niccolò Cusano presieduto dal professor avvocato Giovanni
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA  – Presentato questa mattina il nuovo Consiglio di amministrazione dell’università Niccolò Cusano presieduto dal professor avvocato Giovanni Puoti. Accademico ed ex sottosegretario di Stato per i Trasporti e la Navigazione, il Puoti è stato rettore della Cusano dal 2010 al 2013. Durante la cerimonia, tenutasi nell’aula magna dell’ateneo di via Don Carlo Gnocchi 3 a Roma, il nuovo presidente ha salutato la platea e ringraziato il predecessore, Stefano Ranucci, per il gran lavoro svolto in questi anni. “Farò del mio meglio per adempiere al mio incarico”, ha affermato Puoti, spiegando che il compito prioritario del nuovo Consiglio di amministrazione sarà quello di “proseguire il cammino di sviluppo già intrapreso con la convinzione di poter raggiungere risultati inimmaginabili”. Confermata la carica di ad a Stefano Bandecchi, mentre completano il Cda dell’ateneo il magnifico rettore, professor Fabio Fortuna, il professor Gino Bella, il dottor Giuseppe D’Andrea, Anna Prassino e il dottor Luigi Peluso Cassese. A conclusione della conferenza di presentazione del nuovo Cda, scoperto il busto dedicato a Niccolò Cusano, l’illustre filosofo neoplatonico, teologo, cardinale e scienziato del Quattrocento, da cui l’università prende il nome.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»