MODENA – Salim el Koudri, il 31enne arrestato oggi per l’agguato in via Emilia centro a Modena, è un italiano di seconda generazione, di origine marocchina, che è nato nel bergamasco e vive nel modenese, a Ravarino, dove ha frequentato i primi anni di scuola. È laureato in Economia aziendale ed è disoccupato. Dopo l’arresto, non è risultato sotto l’effetto di sostanze psicotrope. Il 31enne era già stato seguito nel 2022 dal centro di salute mentale locale per disturbi schizoidi, “poi se ne sono perse le tracce”.
COME STANNO I FERITI
I due pazienti ricoverati in Rianimazione all’Ospedale Maggiore di Bologna sono entrambi in condizioni stabili. La paziente di 55 anni, informano le Aziende sanitarie modenesi diffondendo nel pomeriggio un aggiornamento del bollettino medico, presenta diversi traumi, le sue condizioni sono in lieve miglioramento ma restano critiche e in pericolo di vita. L’uomo, anche lui di 55 anni con diversi traumi, è stabile, non più in immediato pericolo di vita. Analogamente a quanto disposto dall’Ausl di Modena, anche la Direzione ospedaliera del Maggiore ha attivato immediatamente un’équipe di psicologi a supporto dei familiari.
Invariate le condizioni dei pazienti ricoverati all’Ospedale Civile di Baggiovara (Modena): la donna di 69 anni resta grave ma stabile; la donna di 53 anni, sempre in condizioni gravi, è stata sottoposta a plurimi interventi chirurgici. Per entrambe la prognosi resta riservata. Per il paziente di 59 anni, con trauma facciale, la prognosi è di 30 giorni.
🚨 MODÈNE : voiture lancée à fond sur piétons ! 8 blessés. Salim El Koudri (31 ans, Italien d’origine marocaine) sort couteau en main… mais des passants HÉROS l’ont plaqué au sol !
— L’Observateur_X (@LObservateur_X) May 16, 2026
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MATTARELLA E MELONI A MODENA
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alla premier Giorgia Meloni, ha incontrato l’equipe di medici che ha in cura i feriti all’ospedale di Modena. “Grazie per quel che avete fatto tempestivamente tutti quanti- ha detto Mattarella rivolto ai medici- con immediatezza nei soccorsi e nel condurre qui” i feriti” e negli interventi. Tra l’altro immagino che anche la contestualità dei casi abbia richiesto richiesto un impegno particolarmente…”.
“Siamo consapevoli- ha poi aggiunto- di quel che fate ogni giorno, che sono emergenze costanti naturalmente. Questo episodio, questa vicenda ha creato un’emozione generale in tutto il nostro Paese e quindi anche la riconoscenza nei vostri confronti è particolarmente alta in questo momento, ma so bene che è sempre così. Grazie per quello che fate. Siete seguiti in questo caso particolarmente, ripeto, dall’attenzione e riconoscenza di tutti i nostri concittadini”.

“Ciò che rende eroica una persona normale è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio. Gli eroi, in fondo, non sono persone straordinarie: sono uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi. Ed è proprio in quella scelta, così umana e così luminosa, che una vita normale diventa esempio e lascia un segno destinato a restare. Grazie Luca”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.
5.000 PERSONE IN PIAZZA
Circa 5.000 persone hanno risposto all’appello del sindaco e si sono radunate in Piazza Grande. Con loro sindaci, il presidente della Regione Michele de Pascale, il presidente della Provincia Fabio Braglia. “Rispondiamo in modo determinato e fermo a questa violenza – ha detto Mezzetti – Anche per esprimere quello che questa piazza sa esprimere: una forte coesione sociale e un forte spirito di comunità che sono la migliore risposta alla paura che questa violenza vuole generare tra le persone”.
LEPORE E DE PASCALE RINGRAZIANO MELONI E MATTARELLA
Un segnale “molto importante di vicinanza”. Così il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha commentato la visita di oggi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della premier Giorgia Meloni ai due feriti in gravi condizioni ricoverati all’ospedale Maggiore di Bologna dopo i gravi fatti di ieri a Modena.
“Voglio ringraziare il presidente della Repubblica e il presidente Meloni per essere venuti insieme- dice Lepore- un segnale molto importante di vicinanza per prima cosa ai familiari e alle vittime di questa tremenda tragedia che è avvenuta a Modena. Insieme al sindaco di Modena e al presidente della Regione siamo qua perché abbiamo, anche a nome delle istituzioni locali, voluto segnalare la nostra vicinanza ai familiari e ai pazienti che sono in condizioni critiche”.
In particolare, Lepore ci tiene a “ringraziare tutto il personale sanitario della nostra Regione, delle aziende sanitarie, dell’emergenza del 118. Proprio di fronte al presidente Mattarella abbiamo sentito raccontare esattamente come è avvenuto l’arrivo in poche decine di minuti di due elicotteri più le ambulanze sia da Modena che da Bologna. Di fronte a noi hanno descritto anche la modalità di intervento e davvero siamo orgogliosi di questo sistema che, a partire da queste professionalità incredibili, in questo momento sta aiutando questi pazienti ad affrontare questo percorso complicato”.
Quindi, ribadisce il sindaco di Bologna, “vogliamo ringraziare tutti i soccorritori e il personale sanitario perché stanno facendo di tutto per cercare di salvare queste vite. Così come vogliamo ringraziare i cittadini che sono intervenuti perché anche nella descrizione di questo intervento ci è sembrato davvero importante che subito persone formate abbiano fermato un’emorragia, aiutato col proprio cellulare i medici del coordinamento a intervenire. Davvero è stata una comunanza di intenti che è subito intervenuta e ovviamente siamo qui sperando e assistendo le vittime”, conclude Lepore.
Un incontro “affettuoso” e anche “commovente” sia coi feriti e i loro familiari sia coi soccorritori. Così il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, definisce la visita congiunta di oggi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della premier Giorgia Meloni in ospedale a Modena e Bologna dopo i gravi fatti di ieri.
“È stata una visita anche molto affettuosa ai professionisti e alle professioniste sanitarie che sono intervenuti e anche ai familiari- spiega de Pascale, al termine dell’incontro all’ospedale Maggiore di Bologna- in un caso a Modena anche a uno dei feriti che è stato possibile incontrare. È chiaro che sono tutti molto scossi, però tutti hanno apprezzato questa visita e questo segnale delle istituzioni”.
In questo momento, continua il presidente, “il pensiero va ai professionisti che in questo luogo e all’ospedale civile di Baggiovara stanno lavorando per salvare vite. Purtroppo si parla di feriti, ma sono feriti veramente molto molto gravi, la prognosi rimane riservata e ancora per molte ore ci sarà pericolo di vita almeno per quattro persone, quindi dobbiamo essere tutti al loro fianco”.
DE PASCALE: “PRECEDENTI DI SALUTE MENTALE, MA OGNI PISTA APERTA”
Ogni ipotesi è aperta sui motivi che hanno spinto Salim El Koudri a falciare i passanti con l’auto ieri in centro a Modena. A dirlo è il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, questa mattina in attesa dell’arrivo del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e della premier Giorgia Meloni. “È chiaro che in questo momento le indagini sono in corso e dobbiamo avere profondo rispetto- premette de Pascale- da un lato, grazie al supporto che le Ausl hanno dato in termini di anamnesi, sono stati identificati alcuni precedenti legati a precedenti disturbi legati alla salute mentale. Però anche lì serve grande cautela, nel senso che fino a che la Procura non sviluppa i primi atti, tutte le piste credo che debbano rimanere giustamente aperte“. E aggiunge: “Mentre qui ci sono sanitari che lavorano incessantemente per salvare le vite, parallelamente ci sono magistrati e uomini delle Forze dell’ordine che stanno facendo tutte le indagini per verificare eventuali altri profili di rischio. Dobbiamo avere grande apprezzamento e fiducia nel loro lavoro”.
De Pascale conferma comunque che “questa persona in passato si era già rivolta ai servizi di salute mentale e oggi il nostro sistema prevede che per disturbi di questo tipo ovviamente ci sia un elemento di volontarietà della persona nel rivolgersi ai servizi. Quindi sono servizi a cui una persona decide di rivolgersi e anche gli strumenti a disposizione in caso uno non lo voglia fare sono strumenti solo per i momenti di acuto”.
Il presidente sottolinea poi di aver parlato anche la sindaca di Ravarino, la cittadina dove risiede El Koudri, “perché anche la comunità di Ravarino è molto scossa e ferita. Oggi mi recherò sul posto a incontrarla, perché è giusto prestare attenzione anche alle comunità più piccole che possono essere turbate”.
A Ravarino, riferisce de Pascale, “non c’erano elementi sul territorio, comunità piccola dove tendenzialmente ci si conosce, che facessero presagire situazioni di questo tipo. Però siamo a disposizione dell’autorità giudiziaria, tutti i dati sensibili e sanitari sono stati messi a disposizione. Oggi più di questo non sappiamo”, conclude il presidente.
QUESTORE PENNELLA: CITTADINI NON ABBIANO TERRORE
“Stiamo cercando di profilare al meglio la figura di questo individuo e mi sento comunque di rassicurare la città di Modena. Il senso civico della città ha risposto alla grande” e “questo ci rincuora. Così come mi sento di rincuorare i modenesi nel non aver terrore di passeggiare per la città. È un episodio gravissimo ma abbiamo le idee abbastanza chiare”. Così il questore di Modena, Lucio Pennella, in conferenza stampa dopo il vertice in Prefettura stasera, convocato dopo l’agguato in via Emilia centro poco prima delle 17. “L’autorità giudiziaria- risponde Pennella alle domande dei cronisti- ci sta abilmente coordinando e credo che la situazione la chiariremo al più presto. Sono in corso gli accertamenti”, il fatto “è successo quattro ore fa”.





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