AOSTA- Le Guide alpine di solito accompagnano in vetta, ma -a quanto pare- è diventato ‘utile’ averle al fianco anche nelle aule di Tribunale. Tanto che è nata una nuova specializzazione per le Guide alpine italiane, pensata appunto “per formare esperti in grado di mettere a disposizione della giustizia competenze specifiche e aggiornate sull’ambiente montano”.
Chi già fa (anche) questo mestiere è Edy Grange, guida alpina della Valle d’Aosta e consulente tecnico in ambito giudiziario con esperienza internazionale. Entra in ‘gioco’ quando per eventuali incidenti bisogna accertare le responsabilità in sede giudiziaria. E sono situazioni particolari. Le stesse Guide alpine spiegano che “quando si verificano incidenti in montagna, ricostruire i fatti è spesso complesso: condizioni ambientali estreme, scelte tecniche e variabili impreviste rendono difficile l’accertamento di eventuali responsabilità”. Ecco quindi che, anche ‘a valle’ dell’aumento della frequentazione della montagna e dell’aumento delle attività che vi si svolgono serve uno specialista.
ANCHE NEI TRIBUNALI SERVONO ESPERTI DI VALANGHE, GHIACCIAI, PERMAFROST
“La principale criticità nei procedimenti giudiziari legati a incidenti in montagna– dice Grange– è che i consulenti tecnici nominati dai Tribunali non sempre possiedono competenze specifiche sull’ambiente alpino. Questo può portare a valutazioni non adeguate o non uniformi, con conseguenze rilevanti sia per l’accertamento delle responsabilità sia per la tutela dei professionisti coinvolti. Si pensi che in altri ambiti, come quello medico, sono i professionisti stessi a valutare i colleghi: in montagna questo non accade ancora in modo strutturato”. Riprendono le Guide alpine in una nota: “La crescente esigenza, da parte dei tribunali, di perizie più rigorose, strutturate e comparabili, insieme alla riforma Cartabia, che ha introdotto nuovi criteri per l’iscrizione e la formazione dei consulenti tecnici in sede giudiziaria, hanno portato alla nascita della nuova specializzazione per consulenti tecnici d’ufficio (Ctu) e periti penali nell’ambito degli incidenti in montagna”. L’ha promossa il Collegio nazionale delle Guide alpine italiane per “migliorare la qualità delle perizie garantendone qualità, uniformità e credibilità precisa Grange- con un proprio percorso formativo dedicato”.
IL PRIMO CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN GUIDA ALPINA ESPERTA (ANCHE) DI LEGGE
Il primo corso di specializzazione, in partenza il 25 maggio, è riservato alle Guide alpine e prevede un percorso che unisce formazione giuridica e tecnica, sviluppato in collaborazione con l’Università di Trento: da un lato si affrontano le norme, la responsabilità del consulente tecnico e le modalità corrette di redazione di una perizia. Dall’altro si approfondiscono aspetti concreti legati all’ambiente montano come incidenti in valanga, gestione del rischio, crolli in roccia, ghiacciai, seracchi e permafrost. Ci sarà una parte dedicata anche agli aspetti giuridici, con il contributo di avvocati penalisti che spiegheranno alle guide come tradurre una valutazione tecnica in un linguaggio utilizzabile in tribunale.
E A FINE CORSO SI SIMULANO PERIZIA E PROCESSO
Il percorso si concluderà con una prova pratica: stavolta la ‘montagna da scalare’, a dicembre, sarà una simulazione completa di perizia e processo, uno degli elementi più innovativi e qualificanti della formazione.
Non è solo il numero crescente di incidenti ad aver inciso su questa evoluzione, è cambiato il modo di frequentare la montagna e sono aumentate le attività, soprattutto invernali. Allo stesso tempo è cambiato anche l’approccio della giustizia, che oggi tende sempre di più a individuare responsabilità precise” spiega Grange, che segue questo tema da anni per il Collegio e ha partecipato a diversi tavoli di lavoro e videoconferenze, anche a livello internazionale, dove si discute di metodologie e scale di valutazione del rischio e della loro applicazione nei contesti giudiziari. “L’obiettivo finale è arrivare alla creazione di un elenco nazionale di professionisti qualificati da mettere a disposizione dei Tribunali– conclude la Guida Alpina- insieme a linee guida condivise per la valutazione degli incidenti. Un riconoscimento formale che garantisca la preparazione degli esperti chiamati a operare in questo ambito”.



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