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Laurito e Frasca Polara, quando il giornalismo usava il ‘noi’

Festa della stampa parlamentare ai due decani di Montecitorio

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ROMA – Pare che le impronte digitali di Pasquale Laurito siano impresse sui telefoni del Parlamento, tracce di un’epoca in cui non esistevano i cellulari e i giornalisti dettavano i loro articoli ai dimafonisti. Settantacinque anni dopo essere approdato alla Camera come giovanissimo cronista, Laurito ha festeggiato oggi 95 anni in compagnia di Giorgio Frasca Polara, amico di una vita, di una decade più giovane e altro pezzo da novanta del giornalismo politico.

“Difendete le istituzioni. Difendete con il vostro lavoro sempre le istituzioni democratiche repubblicane e antifasciste. Siate orgogliosi, non vi fate infinocchiare. Oggi più che mai. È questo il più bel regalo che ci possiate fare…”, ha detto Laurito, autore della ‘Velina Rossa‘ di palazzo Montecitorio. Giovanissimo militante comunista a Lungro, paese della comunità albanese di Calabria, dove aiutava le lotte dei salinari della Società operaia, Laurito arriva nella Capitale nel 1947. Ma prima, a 17 anni e 8 mesi, nel 1945, fa in tempo a prendere la tessera del Partito Comunista. Dopo primi anni di sacrifici (“mangiavo tutti i giorni pasta e fagioli e il cappotto era sempre quello…”, ricorda col sorriso) la carriera ingrana e Laurito scrive prima per Democrazia del Lavoro, poi per Paese Sera, Il Globo, infine l’Ansa.

Una volta in pensione Laurito prende a pubblicare quotidianamente la ‘Velina Rossa’, foglio di notizie ufficiose, nato in alternativa alla ‘Velina Bianca’ che Vittorio Orefice faceva circolare per conto della Dc. Era l’esempio di un giornalismo schierato ma non fazioso. “Li conobbi nel 1983, me li avevano indicati come due bolscevichi… Ma le opinioni non si rinnegano e loro sono la dimostrazione che si può essere grandi giornalisti rimanendo fedeli alle proprie idee“, ha detto oggi l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, anche lui tra i tanti presenti alla festa.

Portavoce storico di un’altra presidente della Camera, Nilde Iotti, è stato Giorgio Frasca Polara, per lunghi anni segretario della stampa parlamentare. Caporedattore dell’Unità, docente di giornalismo, Frasca Polara è stato tra le altre cose l’unico giornalista ammesso a fare le cronache del comitato centrale del Partito Comunista italiano. “Faccio mio e sottoscrivo ogni parola dell’appello di Pasquale”, ha detto Frasca Polara a Laurito, augurandosi che “i giovani giornalisti elevino il livello della professione, imparino un mestiere fatto letteralmente di seguire le cose… Non possiamo diventare scribacchini“.

A Laurito e Frasca Polara sono state consegnate dal presidente della Associazione Stampa parlamentare Marco Di Fonzo due targhe, mentre il segretario generale della Camera Fabrizio Castaldi ha regalato un resoconto d’aula in cui compare per la prima volta il Ventaglio, il regalo simbolico della stampa accreditata ai presidenti.

Dopo la breve cerimonia, Laurito è tornato alla Camera per vergare l’edizione quotidiana della ‘Velina Rossa’. “Oggi sono sulla scena, ho compiuto 95 anni. Ma mi correggo subito e ricorro a un insegnamento di Palmiro Togliatti, che ci ammoniva a preferire il ‘noi’ all”io’. Allora dico: oggi abbiamo compiuto 95 anni. Anche questo insegnamento – ha scritto – rientra nella cultura giornalistica. E ci permettiamo di offrirlo come un consiglio ai nostri giovani colleghi: occupatevi degli altri, loro sono importanti, non voi”.

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2022-05-17T13:47:12+02:00