Erdogan al Papa: “Fermiamo il massacro, l’Onu faccia di più”

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Il presidente della Turchia ha avuto un colloquio telefonico con il Pontefice in cui ha parlato di "atrocità" che non è rivolta solo contro i palestinesi ma anche contro i cristiani e tutta l'umanità
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ROMA – Un contributo per mettere fine al “massacro” di cittadini palestinesi da parte di Israele è stato richiesto oggi a Papa Francesco dal presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, nel corso di un colloquio telefonico. A riferirlo è la direzione alle Comunicazioni del governo di Ankara.

La telefonata del capo di Stato in Vaticano è giunta mentre le ostilità in Medio Oriente proseguono ormai da sette giorni. I bombardamenti dell’aviazione israeliana su Gaza City e dintorni hanno provocato almeno 200 morti, stando a quanto riferisce il ministero della Salute locale. I lanci di razzi del movimento palestinese Hamas in direzione di alcune località israeliane, comprese le città di Tel Aviv e di Gerusalemme, hanno causato a oggi dieci vittime.

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Erdogan, si legge nell’edizione online del quotidiano Hurriyet, ha detto al Santo Padre che l’aggressione israeliana costituisce “un’atrocità” che non è rivolta solo contro i palestinesi ma anche contro i cristiani e tutta l’umanità. Secondo il presidente turco, è necessario che la comunità internazionale faccia sentire la propria voce nei confronti del governo di Tel Aviv, che sta commettendo “crimini contro l’umanità”. Erdogan, riferisce sempre Hurriyet, ha detto che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha però dimostrato il “senso di responsabilità” necessario.

Critiche a cui fanno eco quelle di Omar Celik, portavoce del Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp), al governo ad Ankara. Il dirigente ha detto che l’Onu avrebbe fatto appello “in egual misura” a Israele e Palestina, evidenziando che così si tratta nello stesso modo “chi uccide bambini e coloro i cui figli vengono uccisi”.

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