Ambiente, otto Regioni firmano l’accordo sulle vie della transumanza per valorizzare i territori rurali

accordo transumanze
Il progetto coinvolge Abruzzo, Basilicata, Campania, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e Veneto
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Recuperare in chiave storica, ambientale e turistica le vie della transumanza. Questo l’obiettivo dell’accordo di partneriato, firmato oggi da 8 Regioni, con la possibilità di allargare le adesioni, sul tema “Parchi, pastori, transumanze e grandi vie delle civiltà”, all’interno del programma delle Terre rurali d’Europa previste nella programmazione europea Agenda 2030. Il progetto, presentato in videoconferenza dalla Conferenza dei Consigli regionali, nasce su proposta del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Lorenzo Sospiri, e vede coinvolte Abruzzo, Basilicata, Campania, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e Veneto.

Sospiri osserva: “Speriamo si aggiungano presto altre Regioni come Lazio e Calabria. L’obiettivo- spiega- è tracciare le vie della transumanza millenarie, collegare questi percorsi ai giacimenti turistici, ambientali, enograstronomici, disegnare la storia millenaria delle nostre regioni e far diventare quella che era una attività tra le più umili un elemento di economia e turismo sostenibile“. Il progetto guarda oltre i confini nazionali, perché, conclude Sospiri, “cercheremo di intrecciarci con altri paesi della Comunità europea e tracceremo un nuovo paradigma di sviluppo dei nostri borghi”.

Il coordinatore della Conferenza dei Consigli regionali, presidente del Consiglio del Piemonte Roberto Ciambetti parla di “obiettivo ambizioso: la transumanza ha dato vita a pratiche e riti che punteggiano il nostro territorio, dalla primavera all’autunno”. Si tratta quindi di una “lezione memorabile di una società povera che non sprecava nulla. Noi- conclude- puntiamo al green deal, chiediamo qualche fondo in più per promuovere questi percorsi”.

Per il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Stefano Allasia si tratta di “creare opportunità per generare sviluppo e valorizzare i territori montani”, mentre per Dino Latini (presidente del Consiglio regionale delle Marche) il progetto “ci riporta alle nostre radici che sono profondamente moderne. La tutela dell’ambiente- continua- è un obiettivo generale, vuol dire far tesoro delle nostra storia e proporlo in termini moderni”. Carmine Cicala (presidente del Consiglio della Basilicata) osserva che “il valore di questo accordo è evidente: investire sulla bellezza e sullo storico architettonico significa puntare su un fattore economico, ma anche portarsi su una green economy”. Infatti “oggi l’unico a mantenere una quota di mercato è il turismo lento, questa pandemia ha tolto tanto ma ha fatto crescere questo turismo”.

Per il presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero dal progetto nasceranno “nuovi spunti per un turismo che guarda alle aree interne: abbiamo bisogno di mettere in pista queste aree per cercare di mantenere le nuove generazioni nei loro territori”. Infine Loredana Capone (presidente del Consiglio della Puglia) sono “tanti i turisti che si vogliono muovere per ragioni di esplorazione della natura, il turismo green è cresciuto ed è crescita la sensibilità per la natura”.

Lo scopo dell’accordo è valorizzare i patrimoni dei territori rurali delle regioni interessate, rigenerando al contempo il sistema socio economico delle comunità locali e generando nuova occupazione e green economy. Gli interventi e le attività che si intendono realizzare implicano il rilievo, il recupero e la valorizzazione delle aree di transumanza, realizzate attraverso interventi integrati di sistemazione, accessibilità e riuso, in termini di sostenibilità, ecologia e riequilibrio del dissesto del territorio. Le azioni coinvolgeranno le comunità locali all’interno di una economia circolare per attività socio economiche, di tipo agro-silvo-pastorale, nonché del patrimonio storico e culturale, visitabilità e accoglienza turistica.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»