Expo Dubai, l’Italia dello Spazio c’è con tutte le sue eccellenze

Unire le menti e preparare il futuro sono gli obiettivi, insieme alla visibilità su scala mondiale, dell'accordo tra Agenzia spaziale italiana e Padiglione Italia
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ROMA – L’Italia vola a Dubai per mettere in mostra le eccellenze dello Spazio. È stato siglato un Protocollo d’Intesa tra il Padiglione Italia dell’Expo 2020 Dubai e l’Agenzia spaziale italiana (Asi): ‘Lo Spazio unisce le Persone’ è il claim associato all’accordo, riprendendo quello generale della partecipazione italiana all’Expo 2020, che recita ‘La Bellezza unisce le Persone’. L’alleanza sarà sia culturale che scientifica e valorizzerà gli esempi migliori di industria e ricerca made in Italy. Unire le menti e preparare il futuro sono gli obiettivi, insieme alla visibilità su scala mondiale, ha spiegato il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) Giorgio Saccoccia, durante l’evento di presentazione dell’accordo.

“Ci sarà un ritorno enorme, anche se ancora non stimabile in termini specifici numerici. Il fatto di avere all’Expo lo Spazio al centro dell’attenzione avrà un effetto moltiplicatore straordinario. Le nazioni verranno a visitarci nel padiglione, avranno occasione di sentir parlare di quello che siamo capaci di fare”. Lo Spazio “si nutre di internazionalizzazione- riflette Saccoccia-, è una delle attività che conduciamo continuamente per promuovere le nostre imprese all’estero, grazie anche alla nostra collaborazione con il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Lo Spazio e la diplomazia spaziale sono qualcosa che vive di collaborazioni internazionali e il fatto di avere ad Expo lo Spazio al centro dell’attenzione avrà un effetto moltiplicatore enorme“.

A Dubai, dove l’Expo si svolgerà dal primo ottobre 2021 al 31 marzo 2022, un’intera settimana sarà dedicata proprio allo Spazio. Dal 17 al 23 ottobre, infatti, in molti Padiglioni verranno trattati i temi dell’esplorazione spaziale, della governance e della giurisdizione relativa al settore.

Tra i big italiani presenti a Dubai Leonardo porterà in mostra la gondola motore del rivoluzionario convertiplano AW609, progettato per ottenere una sintesi efficace tra la versatilità operativa dell’elicottero e i vantaggi dell’aeroplano; la trivella che andrà su Marte con Exomars per perforare il suolo del pianeta rosso, e l’orologio atomico, cuore del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo.

Non solo grandi aziende, però. Nel padiglione italiano, troveranno posto pure le start up e le pmi. Lo ha assicurato il commissario per la partecipazione dell’Italia a Expo 2020 Dubai, Paolo Glisenti.

“L’economia dello Spazio è formata da una lunga filiera di impresa, dislocata, peraltro, in tutta Italia, dalla Puglia, alla Campania, al Lazio, al Piemonte. Ci sarà dunque modo per attirare investimenti e risorse professionali anche a livello territoriale- prosegue Glisenti-, il ritorno può essere ancora piu’ importante per le pmi e le startup. Porteremo a Dubai, poi, decine di universita’ e centri di ricerca cge lavorano su progetti per lo Spazio. Il Padiglione italiano e’ allestito con un’area Innovazione, dove verranno proiettati continuamente filmati di osservazione dallo Spazio, prodotti e realizzati da centri di ricerca e università italiani. Gireranno in loop per tutti i sei mesi e faranno vedere a tutto il mondo le competenze italiane. Senz’altro-conclude- i ritorni saranno superiori a quello che possiamo immaginare”.

L’epoca in cui si svolge l’Expo è quella della commercializzazione dello Spazio, in cui l’accesso a fini economici è consentito anche ai privati. Un movimento che può avvicinare ancora di più lo Spazio alla Terra, riflette l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, che volerà di nuovo sulla Stazione spaziale internazionale nella primavera del 2022.

“Stiamo transizionando da un’era in cui era tutto nella mano pubblica verso quella che chiamiamo ‘commercializzazione’, dove la visione è quella, molto bella e interessante, secondo la quale lo Spazio in orbita bassa lo abbiamo conquistato, la fase pionieristica gestita dalle agenzie spaziali pubbliche ha raggiunto un suo livello di maturazione e possiamo quindi passare a questa fase di transizione, dove ci sono dei privati che hanno anche un approccio di business, che si appropriano di questo spazio. La vedo un po’ come una sorta di normalizzazione dell’orbita bassa, che diventa uno spazio di attività sociali, culturali ed economiche sempre più parte della nostra quotidianità”.

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Attività commerciali sì, ma senza dimenticare il fondamentale apporto dello Stato alle iniziative spaziali. Ne ha parlato Sottosegretario con delega alle Politiche dell’aerospazio Bruno Tabacci.

“Senza l’impegno della mano pubblica non ci sarebbe stato spazio per l’iniziativa dei privati. Sono le agenzie pubbliche che hanno creato le premesse per le iniziative dei privati, l’innesto discende dall’intuizione che hanno avuto dei visionari che hanno visto una formidabile opportunità per l’economia di un Paese. C’è Musk in campo? Ma prima c’è stata la Nasa. Chi ha avuto modo di mettere dei denari pubblici, convincendo i cittadini che una parte delle loro tasse dovevano essere impegnate nella ricerca spaziale, ha avuto una grande visione”.

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