In Egitto arrestata giornalista testata indipendente Mada Masr

Lina Attalah sarebbe stata presa dai funzionari dell'intelligence egiziana mentre intervistava Laila Soueif, la madre di un noto attivista incarcerato
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ROMA – È finita agli arresti Lina Attalah, la direttrice della testata indipendente locale Mada Masr. Ne ha dato notizia sul proprio profilo Twitter la testata stessa, riferendo che Attalah è stata presa dall’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) mentre stava facendo un’intervista fuori del carcere di massima sicurezza di Tora, a Il Cairo. Secondo i suoi colleghi, non sono chiari i capi d’accusa spiccati contro la giornalista, che per il momento sarebbe tenuta nella stazione di polizia di Maadi, non lontano da Tora.

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Attalah sarebbe stata presa dai funzionari dell’intelligence egiziana mentre intervistava Laila Soueif, la madre di Alaa Abdel Fattah, un noto attivista e dissidente che sta scontando una condanna a cinque anni per aver preso parte, a settembre scorso, alle manifestazioni contro il governo del presidente Abdel Fattah Al-Sisi. Da allora, il militante ha iniziato lo sciopero della fame e sua madre era a Tora per chiederne il rilascio, preoccupata che lo stato di sovraffollamento delle carceri possa esporre il figlio e gli altri detenuti all’epidemia di coronavirus, molto forte nel Paese.

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Da venerdì sono state condivise sul web diverse foto di Laila Soueif che, munita di mascherina e coperte e nonostante l’età avanzata, ha trascorso giorni e notte fuori della struttura circondariale per protestare contro l’incarcerazione del figlio e per avere la possibilità di fargli arrivare bevande e farmaci. Proprio per aver organizzato un sit-in in cui invocare la scarcerazione ed evitare i contagi, a marzo Soueif e le madri di altri tre detenuti soni finite agli arresti per alcune ore.

Quanto alla testata Mada Masr, nota nel Paese e a livello internazionale per essere l’ultima testata che sfugge al controllo delle istituzioni – sono molto seguiti i suoi articoli di denuncia e le posizioni a favore della libertà fondamentali – aveva già subito un blitz dei funzionari dell’Nsa a ottobre, con l’arresto di quattro giornalisti, proprio dopo le nuove forti proteste anti-governative. Mada Masr, insieme ad altre ong, denuncia dal 2013 migliaia di arresti arbitrari, incarcerazioni e sparizioni forzate a danno di oppositori politici, attivisti e intellettuali.

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BACH (COLLEGIO TRIESTE): ATTALAH EX ALLIEVA CORAGGIOSA

“Lina Attalah è una giornalista straordinaria, dotata di grande coraggio e passione. E’ stata allieva del Collegio di Trieste e negli anni ha continuato a collaborare con noi, partecipando a vari incontri. Agli studenti ripete sempre di credere nei propri sogni, di non aver paura di cambiare il mondo. A voi giornalisti ora chiedo di parlare il più possibile del suo caso, affinché non cada nel silenzio”. Così all’agenzia Dire Valentina Bach, segretario generale del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, una scuola fondata a Trieste nel 1982 sulla scia di un movimento internazionale di vent’anni prima, che oggi con altre 18 scuole in tutto il mondo (la United World Colleges) permette a giovani dai cinque continenti di frequentare il quarto e il quinto anno delle superiori, grazie a delle borse di studio.

Un’esperienza internazionale e di crescita profonda che, dai 16 ai 18 anni, permise ad Attalah di “capire che il giornalismo sarebbe stata la sua professione, trovando la motivazione necessaria” ricorda Bach. L’intervista ha seguito di poche ore dall’arresto della giornalista al Cairo, che secondo i suoi colleghi si troverebbe in un commissariato in attesa di essere interrogata domani. Una notizia grave, che per la responsabile “non va fatta cadere nel silenzio”. 

Lina Attalah, come ricorda Valentina Bach, “proprio venerdì scorso – in pieno lockdown – si è collegata in videoconferenza con i nostri studenti per parlare delle difficoltà che sta attraversando l’Egitto, ma non solo”. Perché Attalah e cofondatrice e direttrice di Mada Masr, nota testata di informazione egiziana indipendente, che tra i suoi punti di forza ha sia articoli su temi “spinosi”, come la stretta alle libertà fondamentali in Egitto, ma anche “tanti altri argomenti di attualità”, chiarisce Bach.

“Ricordo che quando ci parlò del modo in cui era nata l’idea di questo portale-: ci disse quanto fosse stato importante l’insegnamento ricevuto al Collegio sul lavoro di gruppo”. In una nota, la rete internazionale United world Colleges (Uwc) fa sapere che gli alunni del Collegio triestino sono al alvro per “realizzare un Giardino dei Giusti a Duino, prendendo spunto dall’operato dell’associazione Gariwo del giornalista e storico Gabriele Nissim. Tra i primi dieci Giusti, i ragazzi avevano già deciso di includere assieme a Ilaria Alpi, Paolo Vittone, Cico Mendes e Sophie Schol anche Lina Attalah”.

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17 Maggio 2020
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